Ritardi dell'app e lancio ostacolato: la coin del co-fondatore di Base suscita malcontento nella community
Mentre le principali altcoin sono deboli, Jesse sceglie questo momento per lanciare una nuova moneta, ma il mercato potrebbe non reagire positivamente.
Autore: Chloe, ChainCatcher
Ieri, il co-fondatore di Base Jesse Pollak ha lanciato il token jesse, fissando la data di rilascio alle 1:00 del 21 novembre (UTC+8). Prima del lancio, Jesse ha twittato che il token sarebbe stato lanciato in anteprima su Base App, sottolineando che l'obiettivo era testare e promuovere la funzione dei creator token su Base App, permettendo agli utenti di partecipare direttamente al minting e al trading tramite l'app, e promettendo che non ci sarebbero state prevendite, allocazioni interne o altri meccanismi ingiusti.
Tuttavia, la reazione della community è stata forte: molti utenti che attendevano su Base App non sono riusciti ad acquistare in tempo a causa di crash e ritardi dell'app. Alla fine, Jesse ha pubblicato l'indirizzo del contratto su X, mentre l'aggiornamento di Base App è arrivato con un ritardo di circa 17-20 minuti, facendo perdere agli investitori retail l'opportunità di acquistare a basso prezzo. La community si è lamentata di essere stata presa in giro, definendo l'evento come il "fair launch più fallimentare della storia di Base", e alcuni utenti hanno persino passato ore a cercare di ottenere un codice di invito per l'app senza successo.
Inoltre, secondo i dati tracciati da Arkham, il token è stato immediatamente oggetto di sniping al momento del lancio: il 26% dell'offerta totale (circa 261.7 milioni di token) è stato acquistato nello stesso blocco, principalmente tramite il meccanismo Flashblocks della rete Base. Gli sniper hanno pagato commissioni di priorità elevate per competere; i primi due sniper hanno guadagnato rispettivamente circa 707.700 e 619.600 dollari, per un totale di 1.3 milioni di dollari di arbitraggio. La community ha definito la situazione come un "campo di battaglia per scienziati", con pochissime possibilità di partecipazione per gli investitori retail.
Attualmente, il prezzo di jesse è di 0,01705 dollari, con una capitalizzazione di mercato di 17,05 milioni di dollari.

La visione di Jesse di restituire i diritti a tutti i creatori
Jesse insiste che questo non sia un meme coin, ma un "creator token", ovvero un asset duraturo strettamente legato al suo brand personale e alla sua influenza. L'emergere dei creator token, insieme ai "content token", mira a restituire proprietà e profitti ai creatori e ai fan.
Già ad aprile di quest'anno, Base era stata al centro di polemiche riguardo ai content token. All'epoca, l'account ufficiale di Base aveva pubblicato su Zora uno slogan "Base is for everyone", che era stato automaticamente mintato come token negoziabile. Successivamente, Base aveva condiviso il post anche su X. Il token risultante aveva raggiunto una capitalizzazione di mercato di 17 milioni di dollari in un'ora, per poi crollare del 90%.
L'evento ha generato molte controversie nella community: molti utenti hanno ritenuto che si trattasse di un meme coin supportato ufficialmente da Base. D'altra parte, la piattaforma di analisi on-chain Lookonchain ha rivelato che tre wallet crypto avevano acquistato il token "Base is for everyone" prima dell'annuncio ufficiale di Base, vendendolo rapidamente dopo la notizia e realizzando un profitto totale di 666.000 dollari. Dopo la vendita di questi whale, la capitalizzazione del token era scesa sotto i 2 milioni di dollari, causando perdite agli utenti entrati successivamente e sollevando sospetti di insider trading.
Il token "Base is for everyone", essendo percepito come supportato da Base, ha gravemente danneggiato la fiducia della community. Di fronte alle polemiche su un presunto "rug pull" da parte di Base, la società ha spiegato che il token era stato mintato automaticamente dalla piattaforma Zora e che Base aveva semplicemente pubblicato un post sulla piattaforma.
Secondo quanto riportato da CCN, Jesse ha successivamente ammesso di aver personalmente approvato il post, definendolo un esperimento e respingendo le accuse di manipolazione del mercato. Da allora, ha continuato a mintare "content token" su Zora.
I token dei personaggi famosi hanno un'alta probabilità di fallimento
Nonostante Jesse sottolinei la differenza tra content token/creator token e meme coin, il lancio di token legati a celebrità o creatori spesso si conclude con un fallimento.
Una ricerca di CoinWire ha rilevato che, su 1.567 meme coin promossi da 377 celebrità su X, l'86% ha perso almeno il 90% del proprio valore entro tre mesi dall'endorsement.
Anche progetti relativamente di successo come i token di Trump o della cantante Iggy Azalea, che hanno mantenuto capitalizzazione e volume di scambi per un periodo più lungo, difficilmente torneranno ai massimi precedenti.
Sia i meme coin che i content/creator token sono giochi della cosiddetta economia dell'attenzione: anche se gli investitori retail possono talvolta ottenere alti rendimenti, il valore tende a non durare. Tanto più che, in un momento in cui anche le principali altcoin sono deboli, la scelta di Jesse di lanciare ora un token potrebbe non trovare riscontro nel mercato.
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