Dollaro australiano: il re più forte
Morning FX
Nel 2025 l’AUD ha avuto una performance piuttosto piatta, ma con l’inizio di quest’anno, grazie al super ciclo delle materie prime e alle aspettative di rialzo dei tassi in Australia, l’AUD ha finalmente registrato una rottura rialzista, superando questa settimana la soglia importante di 0,70 (per la prima volta in tre anni). Nel primo mese dell’anno, l’AUD è già salito del 5,7% contro il dollaro USA, diventando il re del G10.
I tre motivi principali dietro la forza dell’AUD
1. Alta inflazione + bassa disoccupazione, la RBA potrebbe dover alzare i tassi
I dati sull’inflazione di dicembre 2025 in Australia pubblicati mercoledì hanno superato le aspettative di mercato.
CPI di dicembre m/m 1,0%, a/a 3,8% (previsto 3,6%, dato precedente 3,4%)
L’indicatore più osservato dalla RBA, trimmed-mean CPI m/m 0,2%, a/a 3,3% (previsto 3,3%, dato precedente 3,2%)
Nel quarto trimestre il trimmed-mean CPI m/m0,9%, a/a 3,4% (previsto 3,3%, dato precedente 3,0%)
Anche il mercato del lavoro mostra segni di ripresa, a dicembre l’occupazione è aumentata da -28.700 a +65.200, superando le aspettative di 27.000; il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,3% al 4,1%, ben al di sotto del previsto 4,4%.
Anche gli indici PMI hanno mostrato ottimi risultati, a gennaio il PMI manifatturiero è salito da 51,6 a 52,4, il PMI dei servizi è balzato da 51,1 a 56,0, il PMI composito da 51,0 a 55,5.
Supportati da dati macro forti, il mercato dei futures sui tassi prezza ora una probabilità del 67% di un rialzo della RBA a febbraio, con aspettative di 2,3 rialzi nel 2026.

2. Il rialzo dei metalli non ferrosi traina l'AUD
Ieri il prezzo del rame ha segnato un nuovo massimo storico con un rialzo del 7%, anche oro e argento hanno registrato forti aumenti. L’Australia è uno dei principali esportatori mondiali di materie prime, ricca di minerale di ferro, carbone, rame, oro, ecc.; l’aumento dei prezzi dei metalli incrementa direttamente l’export australiano, spingendo l’AUD al rialzo.
3. Hedging delle esposizioni in dollari USA da parte degli istituti australiani
La seconda maggiore cassa pensione australiana, ART, ha dichiarato chiaramente la scorsa settimana di voler coprire le posizioni in azioni USA tramite hedging FX (ovvero acquistare AUD/USD), motivando la scelta con un possibile taglio dei tassi USA mentre Giappone e Australia potrebbero rialzarli, prevedendo un indebolimento del dollaro quest’anno e sottolineando che il governo USA desidera un dollaro più debole per aumentare la competitività.
Attualmente l’esposizione in dollari di ART ammonta a circa 53 miliardi di AUD (circa 35 miliardi di USD); una stima approssimativa: se il livello di copertura salisse dall’attuale 20% al 40%, ci sarebbe una vendita di dollari per circa 7 miliardi di USD.
In un contesto di calo dei rendimenti e del cambio del dollaro, queste mosse degli istituti internazionali di ridurre l’esposizione in USD e aumentare la copertura valutaria potrebbero portare a vendite continue di dollari. Ad esempio, ieri anche il maggiore fondo pensione canadese (IMCO) ha annunciato un aumento dell’hedging sulle attività in dollari.
Opinioni sull’andamento futuro dell’AUD
In sintesi, il trend rialzista dell’AUD è molto forte e si resta positivi sulla performance della valuta quest’anno.
Tuttavia, nel breve termine ci sono alcuni fattori di rischio da tenere d’occhio:
1) Dal punto di vista delle posizioni, all’inizio dell’anno il mercato era unanimamente rialzista sull’AUD e attualmente le posizioni long sono piuttosto piene. Inoltre, le aspettative di mercato su 2,3 rialzi della RBA nell’anno appaiono piuttosto aggressive.
2) Dal punto di vista delle materie prime, l’attuale euforia è già piuttosto estrema e i benefici delle politiche interne restano ancora a livello di aspettative di mercato. Se ci fosse una correzione delle materie prime, potrebbe portare a una correzione dell’AUD.
3) Dal punto di vista del sentiment, l’AUD resta una valuta di rischio: se gli Stati Uniti dovessero attaccare l’Iran a breve, il sentiment risk off penalizzerebbe l’AUD.
Nel complesso, l’approccio sulle operazioni AUDUSD e sulle cross AUD nel breve termine resta buy on dip, senza inseguire i rialzi.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Gli agenti AI accendono la seconda curva di crescita del cloud computing! Le grandi banche di Wall Street analizzano l’ondata di espansione di IaaS e la rivalutazione del valore di PaaS: chi guadagna davvero dal boom dei Token?
Per quanto riguarda i potenziali vincitori nel settore del cloud computing AI IaaS/PaaS di fronte all’emergere di nuovi attori del cloud come CoreWeave, Bernstein assegna il rating più positivo di “outperform” a Microsoft (MSFT.US), Oracle (ORCL.US) e MongoDB (MDB.US).
Wall Street sta per passare notti insonni! Il conto alla rovescia per la modalità di trading "23/5" delle azioni USA è iniziato: riuscirà il flusso globale di capitali a rafforzare il trend rialzista di lunga durata?
A partire dal 6 dicembre, le borse statunitensi aggiungeranno una sessione di trading notturno dalle 21:00 alle 4:00 ora di New York, oltre agli orari di trading normali e ai periodi di negoziazione pre- e post-mercato esistenti. Questa espansione mira a cogliere la crescente domanda degli investitori stranieri e a competere con i mercati delle criptovalute e dei mercati predittivi; il volume degli scambi notturni è aumentato del 358% rispetto a un anno fa.
Il dato sull’occupazione negli Stati Uniti delude, ma i Treasury non scendono: ecco cosa preoccupa davvero Wall Street
Un rapporto sull’occupazione inaspettatamente debole ha ridotto le aspettative di aumenti dei tassi a breve termine, senza però scuotere i rendimenti a lungo termine: la vera preoccupazione di Wall Street è ormai passata dal prossimo rialzo dei tassi a una questione più spinosa: quanto a lungo potrà resistere l’economia se il costo del credito si rifiuta di diminuire?
Il rialzo dei tassi della banca centrale giapponese e gli avvertimenti di Trump non funzionano? Gli hedge fund tornano a scommettere contro lo yen
Gli hedge fund hanno impiegato solo due settimane per passare dal puntare su un rialzo dello yen a tornare a venderlo allo scoperto. Il mercato si concentra nuovamente sul differenziale dei tassi tra Stati Uniti e Giappone: finché la Banca del Giappone non alzerà i tassi abbastanza rapidamente, la logica dello short sullo yen continuerà a prevalere.
