I futures del Dow Jones scendono mentre gli investitori diventano più cauti
I futures sulle azioni statunitensi scendono tra le tensioni in Medio Oriente
Durante le ore di negoziazione europee di martedì, i futures Dow Jones sono scesi dell’1,26% a circa 48.330 prima dell’apertura dei mercati USA. Allo stesso tempo, i futures S&P 500 e Nasdaq 100 hanno registrato rispettivamente un calo dell’1,20% e dell’1,51%, trattando vicino a 6.800 e 24.650.
I futures dei principali indici azionari statunitensi sono arretrati mentre gli investitori monitoravano l’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente. Secondo fonti militari statunitensi, i centri di comando appartenenti ai Guardiani della Rivoluzione iraniana, insieme alle installazioni iraniane di missili e difesa aerea, sono stati presi di mira e distrutti da quando sabato è iniziata la campagna militare congiunta israelo-americana.
Il consigliere senior Ebrahim Jabari del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha avvertito, secondo quanto riportato da Reuters: “Lo stretto di Hormuz è ora chiuso. Qualsiasi nave che tenterà il passaggio verrà incendiata dalle Guardie Rivoluzionarie e dalla marina”.
Andamento del mercato e settori in rilievo
Lunedì il Dow Jones Industrial Average è sceso dello 0,15% nelle contrattazioni ordinarie, mentre l’S&P 500 è avanzato dello 0,04% e il Nasdaq-100 è salito dello 0,36%. Le società della difesa e dell’energia hanno guidato i guadagni, con Northrop Grumman in rialzo del 6%, Palantir Technologies a +5,8%, ed Exxon Mobil in aumento dell’1,1%.
Rendimento in aumento e timori per l’inflazione
Il rendimento dei Treasury a 10 anni è salito al 4,07%, con un incremento di 10 punti base, mentre i crescenti rischi geopolitici hanno spinto i prezzi dell’energia al rialzo alimentando i timori sull’inflazione. L’aumento dei rendimenti dei Treasury ha messo sotto pressione i futures azionari, poiché tassi più elevati riducono il valore attuale dei profitti aziendali futuri.
Le aspettative di taglio dei tassi della Federal Reserve stanno cambiando
I prezzi elevati dei carburanti hanno accresciuto le ansie sull’inflazione, portando gli operatori a rivedere le loro aspettative riguardo alle future mosse della Federal Reserve. Il momento previsto per il prossimo taglio dei tassi Fed è stato posticipato a settembre da luglio, sebbene il mercato continui ad aspettarsi due riduzioni da 25 punti base quest’anno.
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