Ho Chi Minh City in Vietnam approva la creazione di un fondo di venture capital da 5 mila miliardi di dong, con priorità agli investimenti in AI e blockchain
ChainCatcher ha riferito che la città di Ho Chi Minh, in Vietnam, ha approvato la creazione di un nuovo grande fondo di venture capital. Questo fondo mira a raccogliere 5.000 miliardi di dong vietnamiti (circa 190 milioni di dollari) entro il 2035 per promuovere lo sviluppo dell’ecosistema tecnologico della città di Ho Chi Minh. I settori prioritari di investimento includono l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali blockchain, semiconduttori, energie rinnovabili e altro ancora. Attualmente, diverse aziende e fondi di investimento, tra cui Vingroup, Sovico Group, VinaCapital, FPT Corporation e Lotte Ventures Vietnam, hanno formato un consorzio per partecipare a questo fondo.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Secondo quanto riportato, Colgate (CL.US) ha intenzione di vendere alcuni dei suoi marchi di cura personale per una cifra totale superiore a 1.1 miliardi di dollari.
Secondo fonti informate, Colgate sta esplorando la possibilità di vendere alcune delle sue marche di prodotti per la cura personale destinate al grande pubblico. Attualmente, l’azienda prevede di dismettere solo un numero limitato di questi marchi, che insieme potrebbero essere valutati oltre 1 billion di dollari.


Ancora una volta bonus astronomici dal gigante dello storage: Micron assegna un bonus massimo di 68 mesi
Micron Technology ha annunciato un bonus record per i dipendenti di Taiwan, che riceveranno una remunerazione tra 35 e 68 mensilità, con una compensazione minima in contanti di 1,7 milioni di nuovi dollari taiwanesi. Tuttavia, il sindacato di Taoyuan, che rappresenta circa i due terzi dei lavoratori di Taiwan, ha rifiutato l’offerta, insistendo che il 15% dei profitti operativi venga incluso nella ripartizione dei bonus e mantenendo la minaccia di sciopero.
