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Agente "BTC OG Insider Whale": Finestra di Pasqua o possibile escalation del conflitto USA-Iran, il petrolio greggio pronto a superare i 120 dollari al barile

Agente "BTC OG Insider Whale": Finestra di Pasqua o possibile escalation del conflitto USA-Iran, il petrolio greggio pronto a superare i 120 dollari al barile

BlockBeatsBlockBeats2026/03/29 11:48
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BlockBeats News, 29 marzo, l’agente di "BTC OG Insider Whale" Garrett Jin ha pubblicato una dichiarazione affermando: "Il weekend di Pasqua (dal 5 al 6 aprile) è considerato la finestra temporale più probabile per gli Stati Uniti di aggiornare in modo completo la propria azione contro l’Iran. La tabella di marcia, i fattori politici e i movimenti militari puntano tutti a questo momento. Se non sarà allora, è solo una questione di tempo. Se il conflitto dovesse intensificarsi: gli Stati Uniti e Israele lanceranno attacchi congiunti aria-terra; il Congresso sarà in pausa, i mercati europei saranno chiusi e quando Londra riaprirà martedì, l’ordine mondiale potrebbe essere cambiato."


Una volta che avrà inizio la reazione a catena del conflitto: lo Stretto di Hormuz sarà di fatto chiuso (le spedizioni si fermeranno a causa della mancanza di assicurazione); il prezzo del petrolio Brent supererà i 120 dollari al barile; i rendimenti dei Treasury USA a 10 anni saliranno oltre il 4,6%; nel giro di poche settimane il mercato globale delle obbligazioni potrebbe perdere 2.5 mila miliardi di dollari; i sistemi bancari potrebbero subire perdite vicine ai livelli della crisi del 2022; e non ci sarà una chiara via verso un cessate il fuoco.


La Federal Reserve si troverà davanti a un dilemma, dovendo bilanciare il controllo dell’inflazione (che richiede l’aumento dei tassi), la difesa contro una crisi bancaria (che richiede il taglio dei tassi) e il finanziamento dello sforzo bellico (che implica tassi bassi), tutte esigenze incompatibili. L’esperienza storica mostra che gli obiettivi di inflazione spesso vengono sacrificati in tempo di guerra. La Fed manterrà i tassi intorno al 3,5%-3,75%, attuando una “repressione finanziaria” attraverso strumenti impliciti di liquidità e regolamentazione, rendendo negativi i tassi reali e riducendo il valore del debito.


Formalmente, il mercato azionario potrebbe crescere, ma il potere d’acquisto reale diminuirà. Energia, difesa e materie prime avranno performance migliori; i settori tecnologico e dei consumi subiranno una rivalutazione. La guerra non è una soluzione al problema del debito, ma piuttosto una sua manifestazione. Il vero rischio non è sul campo di battaglia, ma nel mercato obbligazionario—quando la domanda alle aste dei titoli di Stato si indebolirà, il sistema dovrà affrontare un cambiamento fondamentale."

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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