Ricercatore di AWS: go-verkle presenta quattro principali colli di bottiglia nelle prestazioni e sono già state presentate diverse proposte di ottimizzazione
Secondo Foresight News, Ekleen Kaur e Everton Fraga, ricercatori principali di protocollo presso il dipartimento di cloud computing AWS di Amazon, hanno effettuato uno stress test sull’implementazione sottostante go-verkle dell’albero Verkle di Ethereum durante la conferenza EthCC[9], rivelando quattro principali colli di bottiglia prestazionali che ostacolano l’adozione della statelessness.
1. Durante l’aggiornamento dell’albero si generano numerosi nodi ombra che, pur non esistendo logicamente, occupano spazio fisico, causando un’espansione ridondante dei dati di stato di circa il 35%; 2. La progettazione della chiave di indice del database include numerose informazioni di percorso duplicate, aumentando i costi di archiviazione di circa il 50%; 3. Durante la conversione della struttura dell’albero in memoria nella prova, si verificano numerose copie di memoria anziché riferimenti tramite puntatori, il che rende la velocità di deserializzazione 24 volte più lenta del valore teorico ottimizzato e, sotto carichi elevati, può causare time-out nella verifica della prova; 4. Le implementazioni dell’albero Verkle nei client in lingue diverse come Go, Rust e Nimbus generano, in presenza di casi limite specifici, prove che non sono reciprocamente riconosciute, comportando il rischio di fork inattesi dopo gli aggiornamenti.
I due ricercatori hanno dichiarato che AWS ha già presentato diverse proposte di ottimizzazione al repository core di Ethereum, concentrandosi sulla ristrutturazione della logica di deserializzazione per eliminare le copie di memoria. Si stima che, una volta completate, l’efficienza operativa dei nodi aumenterà di oltre 3 volte, gettando le basi per l’integrazione ufficiale dell’albero Verkle.
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