USD/CHF rimane elevato sopra 0.8000 anche mentre emergono notizie sui negoziati tra US e Iran per un cessate il fuoco
USD/CHF Mantiene lo slancio al rialzo tra le tensioni geopolitiche
Per il terzo giorno consecutivo, USD/CHF continua a salire, scambiando vicino a 0,8010 durante la sessione asiatica di lunedì. Questo aumento è in gran parte attribuito al rafforzamento del Dollaro USA, mentre gli investitori cercano asset sicuri a causa della crescente instabilità in Medio Oriente.
Nonostante i recenti guadagni del Dollaro, la sua ulteriore apprezzamento potrebbe essere limitato. Secondo i rapporti, sono in corso discussioni tra gli Stati Uniti, l'Iran e intermediari regionali riguardo a un possibile cessate il fuoco di 45 giorni. Secondo fonti anonime citate da Axios e Bloomberg, la possibilità di raggiungere un accordo nei prossimi due giorni rimane scarsa.
In precedenza, il Presidente Trump ha imposto una nuova scadenza all'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz entro martedì, intensificando le minacce contro le strutture energetiche iraniane e i siti civili. In risposta, le autorità iraniane hanno promesso di reagire contro infrastrutture affiliate agli Stati Uniti e hanno insistito che lo stretto rimarrà chiuso fino a quando non sarà fornito un risarcimento per i danni di guerra.
L’aumento dei costi energetici alimenta la speculazione che la Federal Reserve possa ritardare le riduzioni dei tassi d’interesse previste, e potrebbe persino considerare un aumento dei tassi più avanti quest’anno se l’inflazione persiste. Gli investitori ora attendono i prossimi verbali del Federal Open Market Committee (FOMC) per una maggiore chiarezza sulle future decisioni della Fed.
I dati recenti sull’inflazione dalla Svizzera hanno ridotto l’urgenza per la Swiss National Bank di modificare la propria politica monetaria. L’inflazione annuale è arrivata allo 0,3% a marzo, segnando il massimo da un anno, ma rimane comunque vicino all’estremo inferiore del target SNB tra 0 e 2%.
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