Il CPI e il PPI della Cina registrano entrambi un calo, l’oro potrebbe entrare in una fase rialzista, il divieto di esportazione di minerali del Congo intensifica la competizione per le risorse — 0810 Analisi Macroeconomica
- L'inflazione annua del CPI a luglio è scesa dall'1% allo 0,5%, il core CPI è passato dall'1% allo 0,9%, mentre il PPI su base annua è diminuito dal 4,1% al 3,5%, tutti inferiori alle aspettative. Il calo dei prezzi internazionali del petrolio e dei metalli non ferrosi ha rappresentato il principale freno per il PPI, tuttavia i prezzi nel settore manifatturiero dei macchinari di fascia medio-alta hanno continuato a salire fornendo sostegno. Il picco del PPI è sostanzialmente confermato, e nei prossimi periodi si prevede una fluttuazione nella fascia tra il 3% e il 3,5%.
- Dopo che i dati sui non farm payrolls di luglio si sono rivelati inferiori alle attese, l'oro ha superato i 4300 dollari; si prevede che, intorno a settembre e in occasione della riunione FOMC, possa recuperare fino a 4700-5000 dollari. Il calo dei tassi di interesse reali offre uno spazio di crescita quantificabile, e la riemersione del rischio di credito del dollaro USA potrebbe aprire ulteriori margini di rialzo. Le banche centrali globali non hanno rallentato gli acquisti di oro e le pressioni tecniche di vendita sono quasi esaurite; l’oro è entrato in una fase rialzista consolidata.
- La Repubblica Democratica del Congo ha vietato l’export di concentrati di rame e cobalto, spingendo per una lavorazione interna dei minerali. Il divieto avrà un impatto limitato sul volume totale delle esportazioni di rame, ma segnala l’intenzione dei Paesi produttori di rafforzare il controllo sulle materie prime e di cercare di espandere la filiera industriale. Nello stesso giorno, gli Stati Uniti hanno annunciato l’investimento di 3 miliardi di dollari in progetti per minerali critici e batterie, con l’obiettivo di aumentare la produzione nazionale e ridurre la dipendenza dall’estero.
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