Trump firma un ordine esecutivo per vietare le apparecchiature elettriche straniere nelle reti nazionali, le aziende di apparecchiature elettriche quotate negli Stati Uniti beneficiano delle nuove politiche
Trump firma un ordine esecutivo che vieta a parte delle apparecchiature energetiche straniere di collegarsi alla rete elettrica degli Stati Uniti.
Secondo quanto riportato da "Financial Intelligence Italiana APP", mercoledì 26 agosto il Presidente degli Stati Uniti Trump ha firmato l’Ordine Esecutivo N. 14420, dichiarando lo stato di emergenza nazionale e, per motivi di sicurezza nazionale, ha vietato l'acquisto, l'importazione o l’installazione negli Stati Uniti di alcuni grandi apparecchi di sistemi elettrici prodotti all’estero, nonché dei relativi software, che potrebbero costituire rischi per la cybersicurezza o il funzionamento. Tra questi, i trasformatori e altre apparecchiature energetiche critiche risultano i principali bersagli di questo divieto.
Nucleo del divieto: mira ai sistemi di trasmissione ad alta tensione, includendo impianti di trasformazione, sistemi di accumulo energetico e controllo industriale
La Casa Bianca ha sottolineato nella nota esplicativa che l’ordine è volto a proteggere la sicurezza, integrità e affidabilità delle apparecchiature utilizzate nei sistemi di alimentazione elettrica su larga scala degli Stati Uniti (bulk-power system), in particolare contro possibili interferenze da parte di attori stranieri. L’ordine richiama l’“International Emergency Economic Powers Act” (IEEPA) e il “National Emergencies Act”, stabilendo che i problemi nell’approvvigionamento di apparecchiature elettriche di grandi dimensioni prodotte all’estero costituiscono una “minaccia insolita ed estrema” per la sicurezza nazionale, la politica estera e l’economia degli Stati Uniti.
In base al comunicato della Casa Bianca, il divieto si applica principalmente ai sistemi di trasmissione ad alta tensione e non riguarda le infrastrutture di distribuzione locali. La gamma di dispositivi interessati è vasta e comprende trasformatori di sottostazioni, grandi generatori, sistemi di controllo industriale, sistemi di accumulo tramite batterie e i relativi software e funzioni digitali critiche. L’ordine esecutivo sottolinea anche che apparecchiature di produzione straniera potrebbero contenere delle “porte digitali di accesso” che consentirebbero a governi esteri di accedere da remoto alle apparecchiature della rete elettrica statunitense.
Per le apparecchiature straniere già installate, il Segretario all’Energia ha l’autorità di richiederne l’identificazione, il loro isolamento, monitoraggio, disconnessione, sostituzione o rimozione. L’ordine prevede inoltre che, entro 120 giorni, il Dipartimento dell’Energia sviluppi regolamenti di attuazione e stabilisca uno standard di “pre-approvazione di apparecchiature e fornitori qualificati”, per orientare i futuri acquisti verso una supply chain affidabile.
Sicurezza della rete elettrica, nuovo focus nell’era AI: la geopolitica dietro l’ordine esecutivo
Questo ordine esecutivo di emergenza si inserisce nella serie di misure adottate negli ultimi anni dall’amministrazione Trump per la sicurezza della supply chain. L’esplosione di data center per l’intelligenza artificiale e altri progetti high-tech rende gli Stati Uniti più che mai dipendenti da una fornitura elettrica stabile. La Casa Bianca afferma che la rapida crescita della manifattura avanzata, dell’AI e della produzione di difesa ha aumentato la dipendenza americana da alcuni componenti stranieri.
Trump aveva già dichiarato nei precedenti ordini esecutivi che la protezione della sicurezza nazionale è la sua “massima responsabilità”, evidenziando come la fornitura di apparecchi per grandi sistemi di potenza stranieri costituisca una “minaccia insolita ed estrema”.
Va sottolineato che anche la Commissione Europea, all’inizio di quest’anno, ha deciso di vietare l’uso di inverter prodotti in Cina nei progetti energetici finanziati con fondi pubblici. Reuters lo scorso anno aveva riferito che esperti statunitensi, ispezionando apparecchi collegati alla rete, avevano scoperto in alcuni inverter solari cinesi delle apparecchiature di comunicazione anomale non elencate nella documentazione tecnica del prodotto.
Secondo l'Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), la Cina detiene circa l’80% della capacità produttiva mondiale di batterie e inverter solari. Un’indagine del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti nel 2020 aveva rivelato che negli ultimi dieci anni il paese aveva importato una grande quantità di trasformatori di potenza di grandi dimensioni fabbricati in Cina.
Importante opportunità per i produttori nazionali: SolarEdge, Enphase, Tesla sotto i riflettori del mercato
Gli analisti sottolineano che questa mossa, nel medio-lungo periodo, ridisegnerà la catena di fornitura delle apparecchiature energetiche statunitensi e creerà notevoli opportunità di mercato per i produttori americani di apparecchiature elettriche.
Secondo le analisi, il nuovo ordine esecutivo potrà aumentare temporaneamente i costi degli investimenti nella rete elettrica, ma nel medio-lungo termine ridisegnerà la mappa della supply chain, aprendo nuove opportunità per produttori nazionali come SolarEdge Technologies (SEDG.US), Enphase Energy (ENPH.US) e Tesla (TSLA.US). Il mercato americano degli inverter era già sotto osservazione per via delle proposte di divieto del governo.
Gli esperti rilevano che l’ordinanza richiede al Dipartimento dell’Energia e alla Federal Acquisition Regulatory Council di modificare i regolamenti sugli appalti, privilegiando la costruzione di infrastrutture energetiche made in USA. Questa linea politica significa che, nei settori dei trasformatori per sistemi di trasmissione ad alta tensione, grandi generatori, sistemi di controllo industriale e sistemi di accumulo energetico, i produttori nazionali americani assisteranno a una crescita strutturale della domanda nei prossimi anni.
SolarEdge Technologies ed Enphase Energy: in quanto principali produttori statunitensi di inverter e prodotti di elettronica di potenza, sono considerati i principali candidati per colmare il vuoto lasciato dai prodotti stranieri e soddisfare la domanda interna in forte espansione.
Tesla: Tesla non solo possiede la capacità produttiva di sistemi di accumulo energetico su larga scala come Megapack, ma anche i suoi punti di forza nel software energetico e nell’integrazione la rendono un partecipante chiave nella costruzione di una nuova rete elettrica “sicura, affidabile, prodotta in patria”.
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