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Un rialzo dei tassi a settembre non è necessariamente negativo? Analisi: Dopo il primo aumento, i cali dell’azionario USA sono limitati e dopo un anno i rendimenti sono più alti della media

Un rialzo dei tassi a settembre non è necessariamente negativo? Analisi: Dopo il primo aumento, i cali dell’azionario USA sono limitati e dopo un anno i rendimenti sono più alti della media

华尔街见闻华尔街见闻2026/09/03 12:12
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Secondo l’analisi di MarketWatch, storicamente il primo aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve ha generalmente causato solo una perturbazione temporanea per il mercato azionario statunitense: i rendimenti medi dell’S&P 500 a 3 e 12 mesi dopo l’aumento sono stati positivi e il rendimento a 12 mesi superiore alla media di lungo termine. Pertanto, le preoccupazioni del mercato riguardo a un aumento dei tassi a settembre potrebbero essere esagerate; il vero andamento della borsa dipenderà dalla situazione economica e dalla performance degli utili, e non tanto dalla direzione dei tassi d’interesse in sé.

Le preoccupazioni del mercato riguardo a un possibile aumento dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre potrebbero essere una sovrastima dell'impatto reale sugli indici azionari USA.

Secondo l'analisi di MarketWatch, i dati storici mostrano che il primo rialzo dei tassi dopo la fine del ciclo di tagli della Federal Reserve solitamente causa solo una perturbazione temporanea. L'indice S&P 500 tende ad attraversare un periodo di debolezza di circa un mese intorno al primo rialzo, ma poi si stabilizza gradualmente; tre mesi dopo il rialzo, registra mediamente un rendimento positivo e il rendimento medio a dodici mesi supera addirittura i livelli di lungo periodo del mercato azionario.

Attualmente il mercato scommette diffusamente che la Federal Reserve rialzerà i tassi nella riunione del 15-16 settembre, e le aspettative sono già parzialmente riflettute nelle recenti performance dei listini. Tuttavia, secondo quanto emerge dalla storia, la vera attenzione del mercato non dovrebbe concentrarsi sul rialzo in sé, ma sui segnali economici che si celano dietro questa mossa.

Se il rialzo dei tassi avviene in un contesto economico ancora resiliente e con una crescita degli utili aziendali, la pressione sulle valutazioni causata dall'aumento dei tassi potrebbe non essere sufficiente a invertire la tendenza del mercato azionario. Pertanto, anche se a settembre la Federal Reserve decidesse di aumentare i tassi come previsto, ciò non si traduce necessariamente in una fase di discesa prolungata delle azioni USA.

La direzione dei tassi non è la chiave, ma i segnali economici sottostanti sono più importanti

Il motivo per cui il primo rialzo dei tassi non costituisce necessariamente una pressione prolungata sul mercato azionario è legato al contesto economico in cui viene attuato.

Quando la Federal Reserve riprende ad aumentare i tassi, ciò di solito indica che l'economia è ancora abbastanza resiliente, oppure che stanno crescendo i rischi di inflazione e di surriscaldamento economico. In altre parole, il rialzo dei tassi avviene generalmente in una fase in cui l'economia è ancora in grado di sostenere un tasso di interesse più alto. Finché la crescita economica e gli utili aziendali non mostrano un peggioramento tangibile, l'aumento dei costi di finanziamento e la pressione sulle valutazioni potrebbero non invertire il trend dei mercati.

A confronto, il segnale trasmesso dal primo taglio dei tassi è più complesso. Il taglio può abbassare i costi di finanziamento e migliorare la liquidità, ma spesso indica che la crescita economica si è già notevolmente rallentata, o addirittura che si corre il rischio di recessione. In questa situazione, il supporto valutativo fornito dal taglio dei tassi potrebbe essere annullato dal deterioramento delle aspettative sugli utili aziendali.

I dati storici mostrano che il rendimento medio dell'indice S&P 500 dopo il primo taglio è inferiore a quello registrato dopo il primo rialzo. Tuttavia, la differenza tra i due non è significativa a un livello di confidenza statistica del 95%, e quindi non rappresenta una base robusta per decisioni di timing.

In conclusione, non è la variabile singola "rialzo o taglio dei tassi" a determinare la performance del mercato azionario, ma i fondamentali economici sottostanti ai cambiamenti dei tassi. Se un rialzo avviene in un contesto economico resiliente, il mercato non deve necessariamente essere eccessivamente pessimista; viceversa, se un taglio è motivato da un rapido indebolimento economico, un tasso più basso non implica automaticamente un vantaggio per il mercato azionario.

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