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L'oro si aggira sotto i 4500 dollari, il tono dovish di Waller offre supporto, mentre le tensioni fra Stati Uniti e Iran aumentano; il rapporto Non Farm Payrolls di questa sera potrebbe essere decisivo.

L'oro si aggira sotto i 4500 dollari, il tono dovish di Waller offre supporto, mentre le tensioni fra Stati Uniti e Iran aumentano; il rapporto Non Farm Payrolls di questa sera potrebbe essere decisivo.

新浪财经新浪财经2026/09/04 07:47
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L'oro si aggira sotto i 4500 dollari, il tono dovish di Waller offre supporto, mentre le tensioni fra Stati Uniti e Iran aumentano; il rapporto Non Farm Payrolls di questa sera potrebbe essere decisivo. image 0

  

Fonte: Huitong Finance

  Venerdì (4 settembre) durante la sessione europea,

oro spot
si è mosso sotto pressione sotto i 4500 dollari
/oncia, interrompendo temporaneamente il rialzo di due giorni consecutivi.

  Il dollaro USA si è leggermente ripreso prima della pubblicazione del rapporto sui dati occupazionali non agricoli, esercitando pressione sull’oro. L’atteggiamento accomodante del membro della Federal Reserve Waller ha ridotto la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre dal 64% al 54%, mentre il rendimento dei titoli di stato USA è sceso, fornendo un supporto di base all’oro.

  Tuttavia, il rischio di inflazione trainata dall’energia (il conflitto tra USA e Iran nello Stretto di Hormuz che spinge in alto il prezzo del petrolio) mantiene ancora la possibilità di un rialzo dei tassi, limitando così il rialzo dell’oro.

  I dati non agricoli saranno il fattore chiave a breve termine

  Il dollaro USA si è leggermente ripreso prima della pubblicazione del rapporto sui dati occupazionali non agricoli, esercitando pressione sull’oro.

  L’atteggiamento accomodante di Waller ha ridotto la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre dal 64% al 54%, mentre il rendimento dei titoli di stato USA è sceso, fornendo un supporto di base all’oro. Tuttavia, il rischio di inflazione trainata dall’energia (il conflitto tra USA e Iran nello Stretto di Hormuz che spinge in alto il prezzo del petrolio) mantiene ancora la possibilità di un rialzo dei tassi, limitando così il rialzo dell’oro.

  Giovedì, l’Iran ha inserito le basi militari statunitensi in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti tra i suoi possibili obiettivi, aumentando il premio per il rischio geopolitico che sostiene il prezzo del petrolio e rafforza il dollaro rifugio.

  Intanto, il tono accomodante di Waller della Federal Reserve ha ridotto la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre dal 64% al 54%, con conseguente discesa dei rendimenti dei titoli di stato USA, offrendo un sostegno di base al prezzo dell’oro dal punto di vista dei tassi di interesse reali.

  Tuttavia, i rischi di inflazione derivanti dai prezzi energetici non devono essere sottovalutati.

  La tensione tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz continua a far salire i prezzi del petrolio e, insieme alle azioni dell’Iran di giovedì contro le basi militari statunitensi in Kuwait e negli Emirati, incrementa nettamente il premio per il rischio geopolitico. Questo non solo sostiene il prezzo del petrolio, ma rafforza anche il dollaro rifugio, limitando in una certa misura lo spazio di rialzo per l’oro.

  Con fattori sia rialzisti che ribassisti in gioco, il prezzo dell’oro dovrebbe mantenere un andamento altalenante nel breve termine, con i dati non agricoli che diventeranno il catalizzatore chiave per rompere l’equilibrio.

  TD Securities: i dati non agricoli contano nel breve termine, ma le prospettive di medio termine migliorano

  Secondo TD Securities, i dati non agricoli sono la variabile chiave delle materie prime preziose nel breve termine, ma le prospettive di medio periodo sono migliorate — il tema della svalutazione del dollaro è tornato e il rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre è tutt’altro che certo.

  Nell’ultima analisi, TD Securities sottolinea che i dati sull’occupazione non agricola sono l’attuale variabile più importante per la performance delle materie prime preziose, ma le prospettive di medio termine per l’oro mostrano già segnali di miglioramento. Il tema della svalutazione del dollaro è tornato sotto i riflettori, mentre il rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre è lungi dall’essere certo, offrendo così un contesto macroeconomico più favorevole al prezzo dell’oro.

  Nel breve termine, si prevede che l’oro oscilli nell’intervallo 4450-4550 dollari, con la direzione che dipenderà dai dati effettivi: se i dati si riveleranno deboli, il prezzo dell’oro potrebbe superare efficacemente la soglia dei 4500 dollari, spingendosi verso la zona 4550-4600 dollari; se i dati invece saranno sorprendentemente forti, il prezzo dell’oro potrebbe scendere verso il supporto intorno a 4450 dollari.

  Sintesi

  

oro spot
Attualmente consolida sotto i 4500 dollari; l’atteggiamento accomodante di Waller e il calo dei rendimenti dei titoli di stato USA forniscono supporto, ma il rischio di inflazione energetica e le tensioni geopolitiche limitano il rialzo. I dati non agricoli determineranno la direzione a breve termine: dati deboli possono favorire il superamento dei 4500 dollari, dati forti potrebbero mettere sotto pressione l’oro. Nel breve periodo, l’oro potrebbe restare nell’intervallo 4450-4550 dollari in attesa di nuovi spunti dai dati non agricoli e dagli sviluppi geopolitici. Tenere d’occhio i segnali della Federal Reserve e l’evoluzione in Medio Oriente.

  

(
oro spot
grafico giornaliero, fonte: Easy Huitong)
Ora Pechino 15:21,
oro spot
quota 4467,77 dollari/oncia.

Editor responsabile: Zhu Henan

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