Dall’AI all’oro e ai titoli di Stato USA: quasi tutto sta raggiungendo nuovi massimi, il mercato accoglie l’“Everything High”
La spesa in conto capitale per l'IA e le aspettative di utili aziendali continuano a essere riviste al rialzo, mentre anche energia, oro, rendimenti dei titoli di Stato USA e posizioni di mercato stanno aumentando contemporaneamente. In apparenza, ciò indica un generale riscaldamento della crescita e della propensione al rischio; tuttavia, quando inflazione, tassi di interesse e operazioni affollate si trovano tutti su livelli elevati, il margine di tolleranza del mercato nei confronti della sostenibilità del boom dell'IA si sta restringendo.
I mercati globali stanno entrando in una rara fase di “Everything High”: utili aziendali, spese in conto capitale, materie prime, tassi di interesse e posizionamento di mercato, sempre più indicatori stanno contemporaneamente raggiungendo livelli storici estremi.
Il cambiamento più marcato proviene dall’AI. Le previsioni di spesa in conto capitale dei principali cloud provider statunitensi per i prossimi 12 mesi sono salite a 940 miliardi di dollari, più che triplicando rispetto all’inizio del 2025; nel frattempo, la previsione di crescita degli utili dell’S&P 500 per il 2026 è salita al 34%, ben al di sopra del 15% di inizio anno.
Tuttavia, questo boom non riguarda solo il settore tecnologico. I prezzi dell’energia aumentano rapidamente, le riserve auree continuano a crescere, i rendimenti dei Treasury statunitensi raggiungono i massimi da anni, e anche gli utili e i dati economici dei mercati emergenti e dell’Europa stanno migliorando; la portata della crescita globale si sta ampliando.
La questione è che quando crescita, inflazione, tassi e posizionamento raggiungono simultaneamente livelli elevati, il sentiment ottimistico di mercato diventa più fragile. Se la spesa in conto capitale per l’AI potrà continuare, se l’aumento dei prezzi dell’energia riaccenderà l’inflazione e se le posizioni affollate amplificheranno la volatilità in caso di inversione, sono tutte variabili cui il mercato deve prestare attenzione.
Esplosione della spesa in AI, aspettative sugli utili in rialzo
Il motore principale di questa fase del mercato resta il super ciclo degli investimenti in AI. Secondo dati Bank of America, le previsioni di spesa in conto capitale per i prossimi 12 mesi dei principali cloud provider americani sono passate da meno di 300 miliardi di dollari all'inizio del 2025 a 940 miliardi, più che triplicando: un’espansione molto superiore ai precedenti cicli di investimento tecnologico.
L’impennata degli investimenti sta anche rimodellando la distribuzione dei profitti nel settore tecnologico. La domanda di AI sta spostando capitali dai grandi cloud provider alle aziende di semiconduttori, e la performance del Philadelphia Semiconductor Index è strettamente correlata alle revisioni delle previsioni di profitto operativo trimestrali. Nel frattempo, la commercializzazione dell’AI sta accelerando: a fine agosto, l’entrata annualizzata dell’economia AI ha raggiunto i 229 miliardi di dollari, con una crescita di 3,5 volte in un anno.
Anche la crescita degli utili è sorprendentemente forte. Secondo Compound, la previsione di crescita degli utili per l’S&P 500 nel 2026 è salita dal 15% di inizio anno al 34%. Questo tasso di crescita di solito si verifica solo dopo una recessione, nella fase di recupero degli utili, mentre l’economia USA al momento non è in recessione.
Goldman Sachs segnala inoltre che il margine di profitto del settore tecnologico è ai massimi storici spinto sia da fattori ciclici che strutturali, e nei prossimi 12 mesi il settore tecnologico dovrebbe contribuire a circa un quarto dei profitti aziendali globali.
Fonte: Bank of America
Dietro l’“Everything Rally”, la pressione inflazionistica torna ad accumularsi
Il problema è che la crescita eccessiva lascia segni sui prezzi delle materie prime e sui costi energetici.
Il margine di raffinazione dei distillati ha raggiunto livelli record, il future sulla benzina è aumentato di circa il 30% in un mese, il prezzo del diesel si avvicina ai 6 dollari a gallone e il prezzo dell’elettricità negli USA continua a toccare nuovi massimi. L’aumento rapido dei prezzi dell’energia, una volta trasmesso al consumo finale, metterà nuovamente alla prova le aspettative di un’inflazione in discesa.
Anche l’oro è in un ciclo forte, con le banche centrali che continuano ad aumentare le riserve, segno che, anche con le attività rischiose in crescita, rimane elevata la domanda di asset tradizionali di copertura macroeconomica.
Particolarmente rilevante è che la pressione inflazionistica e la diffusione della crescita stanno avanzando insieme. Quest’anno le previsioni di crescita degli utili nei mercati emergenti hanno raggiunto il 72%, l’indice delle sorprese economiche dell’Eurozona è a livelli massimi da anni. Dai prezzi dell’energia all’oro, fino agli utili globali, i prezzi degli asset e i fondamentali stanno salendo di pari passo verso nuovi massimi.
Fonte: Bank of America
Nella risonanza ai massimi, il rischio maggiore sono le posizioni affollate
Rispetto alla sopravvalutazione di singole asset class, è più preoccupante il fatto che il posizionamento di mercato in diversi settori stia diventando simultaneamente affollato.
Il rendimento del Treasury USA a 10 anni ha raggiunto il più alto livello di chiusura dal 2023, le posizioni nette lunghe sul dollaro sono su livelli storicamente elevati; secondo Deutsche Bank, l’allocazione azionaria delle strategie di controllo della volatilità è al 100esimo percentile storico. L’ambiente a bassa volatilità degli anni recenti ha spinto queste strategie ad aumentare l’esposizione azionaria: se la volatilità dovesse risalire, i tagli meccanici sulle posizioni potrebbero amplificare ulteriormente la volatilità di mercato.
Anche l’offerta di azioni sta crescendo. Goldman Sachs stima che nel 2026 l’offerta di azioni denominate in dollari raggiungerà circa 700 miliardi, un nuovo massimo storico, di cui oltre 225 miliardi in IPO e circa 450 miliardi in altre operazioni di equity. Un ambiente valutativo elevato porta le aziende ad accelerare il finanziamento, il che significa che, sebbene il mercato goda di propensione al rischio, sta anche assorbendo un’offerta azionaria in costante aumento.
Di conseguenza, ciò che oggi merita veramente attenzione non è se un singolo indicatore abbia raggiunto il picco, ma se utili, spese in conto capitale, prezzi delle materie prime, tassi di interesse e posizionamento rischiano un’inversione sincronizzata dopo i massimi. Finché la crescita e gli investimenti in AI resteranno forti, questa logica potrà continuare; ma se inflazione o tassi dovessero tornare a rappresentare un vincolo, posizioni estremamente affollate potrebbero far sì che il mercato corregga a un ritmo più rapido del deterioramento dei fondamentali.

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