Vendita fino a 159! Prima della decisione della Bank of Japan venerdì, gli strateghi di Wall Street puntano collettivamente sul deprezzamento dello yen.
Il mercato degli swap ha già completamente scontato le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone. Gli strateghi avvertono che se l’atteggiamento “falco” della banca centrale sarà inferiore alle previsioni, si potrebbe assistere a una vendita massiccia dello yen, con il tasso di cambio che potrebbe scivolare nel breve termine fino a quota 159.
Secondo quanto riportato da Zhihui Finance APP, alcuni strategist, tra cui Wells Fargo e Citigroup, prevedono un indebolimento dello yen, ritenendo che la Bank of Japan, al termine della riunione di venerdì, deluderà gli investitori adottando una posizione meno aggressiva del previsto dai mercati.
Gli strategist sono ribassisti sullo yen; Citigroup, in particolare, ritiene che nelle prossime settimane lo yen possa scendere fino a 159 contro il dollaro. Al momento della stesura del rapporto, il tasso di cambio yen/dollaro è rimasto sostanzialmente invariato, a quota 156,02.
I trader di swap hanno quasi completamente prezzato un rialzo dei tassi di 25 punti base da parte della Bank of Japan per venerdì. Attualmente, l’attenzione dei mercati si concentra sulle dichiarazioni del governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, dopo la decisione, nella speranza di individuare indizi sulle future mosse politiche della banca centrale; ci si aspetta ulteriori aumenti dei tassi entro fine anno.
Chidu Narayanan, strategist di Wells Fargo, ha scritto in un report di giovedì che "la Bank of Japan dovrà affrontare aspettative di mercato molto elevate, ed è ancora più difficile superarle", aggiungendo che "il rischio pende verso un esito più accomodante rispetto a quanto già scontato dai mercati".

Lo yen rischia una nuova inversione dopo il rimbalzo favorito dagli interventi
In precedenza, dopo che la Federal Reserve aveva messo in atto il primo rialzo dei tassi in tre anni nel corso della seduta di mercoledì e il presidente Powell aveva lasciato intendere che potrebbero seguire ulteriori aumenti nella lotta all’inflazione, lo yen si era già indebolito.
Questa fase di inversione dello yen è giunta dopo una rapida impennata registrata all’inizio del mese, quando la valuta aveva toccato i massimi da metà febbraio, superando i livelli raggiunti in occasione dell’insolito intervento congiunto tra USA e Giappone di fine luglio. Negli ultimi anni lo yen ha subito una pressione costante, principalmente a causa dell’ampio differenziale dei tassi d’interesse rispetto alle altre principali economie.
Daniel Tobon, strategist di Citigroup, ha dichiarato nel report di giovedì che, sebbene la situazione possa esporre lo yen a rischi di breve termine in caso di delusione sulle attese di mercato riguardo la Bank of Japan, ritiene che l’attuale orientamento di politica monetaria possa rappresentare parte di un più ampio "cambiamento di paradigma", che sul lungo periodo potrebbe rafforzare lo yen.
"Le vere e più importanti preoccupazioni che abbiamo riguardo allo yen stanno gradualmente evolvendo nella giusta direzione", ha affermato Tobon.
Chris Turner, responsabile della strategia valute G10 presso ING, prevede che se la Bank of Japan non dovesse fornire ulteriori segnali di rialzo dei tassi, lo yen potrebbe scendere a quota 157 o 158.
Inoltre, Georgette Boele, senior FX strategist di ABN AMRO, prevede un rafforzamento dello yen nella seconda metà del 2027, allorché si aspetta che sia la Federal Reserve che la Banca Centrale Europea abbassino i tassi. Tuttavia, nel breve termine, stima che prima del primo trimestre del 2027, lo yen oscillerà intorno a quota 154 contro il dollaro.
Ha dichiarato: "Prevediamo che i prezzi dell’energia più elevati interromperanno temporaneamente la ripresa dello yen".
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