La bolletta dell'inflazione è arrivata, Wall Street inizia a ridurre la "festa dei profitti" delle aziende americane
Per la prima volta in 23 settimane, gli analisti di Wall Street hanno rivisto al ribasso le previsioni sugli utili delle azioni statunitensi, ponendo fine al più lungo ciclo di revisioni al rialzo dal settembre 2021. L'elevata inflazione e l'aumento dei costi energetici stanno comprimendo i margini di profitto nei settori dei consumi, delle materie prime e della finanza. La combinazione tra la pressione sugli utili aziendali (lato numeratore) e l'aumento del tasso di sconto (lato denominatore) sta esponendo il mercato azionario statunitense a un significativo rischio di adeguamento delle valutazioni.
Le aspettative di profitto delle aziende statunitensi stanno subendo la prima inversione degli ultimi mesi. Le pressioni inflazionistiche e l’aumento dei tassi d’interesse stanno erodendo le prospettive di redditività aziendale, e l’ottimismo degli analisti di Wall Street sta iniziando a diminuire.
Secondo l’indice di Citigroup, il numero di analisti che ha rivisto al ribasso le aspettative di profitto ha superato quello delle revisioni al rialzo, ponendo fine a una serie di aumenti durata 23 settimane consecutive—il più lungo ciclo di aggiornamento delle stime sui risultati aziendali dal settembre 2021.
Stephan Kemper, Chief Investment Officer di BNP Paribas Wealth Management Germany, attribuisce questa revisione al ribasso all’impatto combinato dall’aumento del costo della vita e dei prezzi dell’energia, con gli effetti più marcati nei settori dei beni di prima necessità, dei beni di consumo discrezionali, delle materie prime e del comparto finanziario. Nel frattempo, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD) ha pubblicato mercoledì una relazione in cui avverte che l’inflazione globale nel 2027 supererà le precedenti previsioni, indicando che le pressioni per una politica monetaria restrittiva continueranno.
Inversione della direzione delle previsioni degli analisti
Secondo l’indice monitorato da Citigroup, per la prima volta in 23 settimane il numero di analisti che ha rivisto al ribasso le aspettative di profitto delle aziende statunitensi ha superato quello delle revisioni al rialzo, segnando la fine del più lungo ciclo di aumenti delle previsioni sugli utili dal settembre 2021.
Stephan Kemper ha dichiarato: "Il principale fattore di debolezza deriva dal lato dei consumi, siano essi beni essenziali o discrezionali, così come dal settore delle materie prime e da quello finanziario. Ritengo che queste revisioni al ribasso siano direttamente correlate all’aumento del costo della vita e al rincaro dei prezzi energetici."
È importante sottolineare che, nel complesso, gli analisti di Wall Street mantengono comunque una visione ottimistica sulle performance degli utili delle aziende statunitensi per quest’anno, con previsioni generalmente di robusti guadagni.
I mercati azionari affrontano pressioni valutative e rischi crescenti di una politica monetaria restrittiva
Il ribasso delle aspettative sugli utili, combinato con molteplici pressioni macroeconomiche, sta gravando sui mercati azionari. Il strategist di Morgan Stanley, Michael Wilson, ha avvertito all’inizio di questa settimana che, se la tendenza al ribasso delle valutazioni azionarie dovesse continuare e l’aumento dei prezzi energetici dovesse spingere la politica monetaria verso un ulteriore irrigidimento, l’indice S&P 500 potrebbe rischiare un calo fino al 7%.
All’inizio di questo mese, la Federal Reserve ha già alzato i tassi di interesse negli Stati Uniti, il primo aumento degli ultimi tre anni, per far fronte alle pressioni inflazionistiche. Il rapporto pubblicato dall’OECD mercoledì scorso ha inoltre rafforzato le aspettative del mercato su un percorso di inasprimento continuativo—l’organizzazione prevede che l’inflazione globale nel 2027 sarà superiore alle stime precedenti, obbligando le principali banche centrali a mantenere una linea di politica monetaria restrittiva.
Per gli investitori, la combinazione tra revisioni al ribasso degli utili attesi e aumento dei tassi d’interesse implica una doppia sfida nella valutazione degli asset azionari: il numeratore (profitti aziendali) è sotto pressione, mentre il denominatore (il tasso di sconto) aumenta, con conseguente aumento del rischio di una correzione del mercato nel breve periodo.
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