Interpretazione: perché i mercati obbligazionari globali stanno nuovamente subendo vendite?
路透社2026/10/01 11:21Dhara Ranasinghe/Harry Robertson
Reuters Londra, 1 ottobre - Dal Stati Uniti alla Germania al Giappone, i costi di indebitamento dei governi sono saliti ai massimi di decenni (link), a causa di una crescente preoccupazione per inflazione e tassi d'interesse più elevati, insieme a un persistente timore per il peso del debito dei vari paesi.
Rendimenti obbligazionari elevati possono comprimere la capacità finanziaria di famiglie e aziende, e peggiorare la situazione fiscale dei governi.
Di seguito un’analisi delle cause della volatilità dei mercati obbligazionari nelle principali economie.
Cosa è accaduto?
Il rendimento del Treasury a 10 anni degli Stati Uniti, barometro globale del costo del denaro e dei prezzi degli asset, giovedì ha toccato il 5,34% US10YT=RR, il livello più alto dal 2002.
Questo rendimento ha segnato il maggiore aumento trimestrale del secolo nel terzo trimestre, salendo di quasi 90 punti base, ossia dello 0,9%.
Anche il rendimento del titolo di Stato francese a 10 anni ha raggiunto i massimi dal 2002 FR10YT=RR, mentre il costo dei prestiti trentennali del Regno Unito ha toccato il 6% per la prima volta dal 1998 (link) GB30YT=RR e i rendimenti giapponesi sono al top da decenni JP10YTN=JBTC.
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno fatto nuovamente salire i prezzi del petrolio (link); l'inflazione elevata ha portato gli operatori a prepararsi a ulteriori aumenti dei tassi - tutti fattori che spingono al rialzo i rendimenti.
Ciò accresce i timori per le crescenti necessità di finanziamento e spesa dei governi. Il debito totale degli Stati Uniti ha superato i 40 trilioni di dollari, mentre nei principali paesi del G7, escludendo la Germania, il rapporto debito/PIL ha raggiunto o superato il 100%.
Perché dovremmo preoccuparci?
I rendimenti obbligazionari determinano il costo del denaro nei diversi paesi (link), dal debito pubblico ai mutui ipotecari fino ai prestiti per studenti e alle auto. L'aumento dei tassi (link) rende meno attraenti indebitarsi e consumare, e può rallentare la crescita economica.
Ad esempio, il tasso più popolare sui mutui negli Stati Uniti (link) il mese scorso ha raggiunto il massimo da oltre due anni, superando il 7% per la prima volta dalla prima settimana in carica del presidente Donald Trump (questo mandato in carica).
Un aumento dei rendimenti implica costi maggiori per i governi quando devono rinnovare il debito. L'organismo di vigilanza fiscale britannico a marzo ha affermato che, dopo l'impennata del debito e dei rendimenti, la quota degli interessi sul PIL del Regno Unito si avvicina al 4%, circa il doppio della media del decennio precedente la pandemia.
Secondo l'associazione del settore finanziario International Institute of Finance, la spesa totale per interessi nelle principali economie ora supera gli investimenti globali in intelligenza artificiale, difesa o energie pulite.
I rendimenti obbligazionari hanno poi effetti domino sui mercati. Un aumento dei rendimenti può ridurre l’attrattiva delle azioni, anche se i solidi profitti finora hanno sostenuto i mercati azionari vicino ai massimi storici. Inoltre, alcuni investitori che operano tra vari mercati, come gli hedge fund, possono trovarsi sotto pressione.
Che ruolo gioca l’intelligenza artificiale in tutto questo?
Un altro fattore che contribuisce a spingere verso l’alto i rendimenti è il boom delle emissioni obbligazionarie per finanziare investimenti in intelligenza artificiale (link).
Gli analisti dicono che è una semplice questione di domanda e offerta: se la domanda di prestiti aumenta rapidamente, i finanziatori possono chiedere tassi più elevati, facendo salire i rendimenti.
Secondo dati del London Stock Exchange Group (LSEG), i cinque giganti “hyperscaler” dell’AI - Alphabet, Amazon, Meta, Microsoft e Oracle - hanno quest’anno emesso titoli per 220 miliardi di dollari per finanziare centri dati e investimenti sui modelli. La cifra è più del doppio del totale dello scorso anno.
È atteso un ulteriore aumento delle nuove emissioni nei prossimi mesi (link).
Cosa possono fare governi e banche centrali?
Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha affermato che le preoccupazioni per il debito e i rendimenti ignorano la resilienza dell’economia americana (link).
Alcuni analisti rilevano che l’economia globale sta attraversando una trasformazione strutturale, con AI, sanità e servizi sempre più rilevanti. Molte aziende sono interessate a espandersi e spendere di più, indipendentemente dal livello dei tassi.
Il Tesoro USA ha recentemente annunciato un programma di riacquisto di titoli (link), che secondo gli analisti mira a contenere l’aumento dei costi di finanziamento.
Tuttavia, i rendimenti sui titoli a lungo termine sono comunque aumentati.
Se il mercato va in crisi, le banche centrali possono anche acquistare obbligazioni, come fece la Bank of England durante la crisi “mini-budget” nel Regno Unito nel 2022 (link).
Anche la Banca Centrale Europea ha il potere di acquistare titoli di Stato attraverso il suo “Transmission Protection Instrument” per contenere imprudenti o disordinati aumenti dei costi di prestito, a patto che i paesi in difficoltà rispettino le regole di bilancio dell’UE.
Il governatore della Banca di Francia, Emmanuel Moulin, la scorsa settimana ha dichiarato che contare sulla BCE (link) per intervenire e salvare il mercato dei titoli francesi sarebbe “un’illusione”.
C’è lo zampino dei “guardiani delle obbligazioni”?
Molti investitori ritengono che l’attuale aumento dei rendimenti rifletta la crescita dei costi di finanziamento e dell’inflazione.
Credono che un calo dei prezzi del petrolio possa offrire un sollievo solo temporaneo: solo misure coordinate dei governi per ridurre il debito o stimolare la crescita potranno davvero abbassare in modo duraturo i costi di finanziamento a lungo termine.
A meno che i governi non agiscano, i “guardiani delle obbligazioni” (link) rimarranno all’erta.
Questo termine si riferisce agli investitori intenzionati a imporre disciplina ai governi considerati spendaccioni, richiedendo rendimenti più elevati per acquistare i loro titoli.
Se gli investitori pensano che le autorità non riescano a tenere sotto controllo l’inflazione, chiederanno una compensazione ancora maggiore.
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