Il FMI avverte: l'AI ridefinirà il 40% dei posti di lavoro, mentre l'occupazione giovanile rallenta
Georgieva ha dichiarato a Bangkok che, sebbene l'AI contribuisca alla crescita globale portandola al 3%, essa avrà un impatto sul 40% dei posti di lavoro, aggravando la disuguaglianza di reddito e la pressione fiscale, mentre i giovani affronteranno sfide occupazionali significative.
Secondo Woofun AI, la direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, ha lanciato un doppio allarme durante l’assemblea annuale a Bangkok: sebbene l’intelligenza artificiale stia stimolando l’economia, questa colpirà il 40% dei posti di lavoro, e i giovani saranno i più esposti.
Gli investimenti nell’intelligenza artificiale stanno compensando l’impatto negativo dell’invecchiamento della popolazione, spingendo la crescita dell’economia mondiale a un ritmo di circa il 3% annuo. Questo discorso è stato pronunciato nel giorno di apertura delle riunioni annuali del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, che dureranno fino al 18 ottobre. Georgieva ha sottolineato che le economie asiatiche sono i maggiori beneficiari e che la tecnologia AI potrebbe aumentare il tasso di crescita del PIL ogni anno tra lo 0,5 e l’1 punto percentuale nelle economie avanzate e tra lo 0,2 e lo 0,8 nelle economie emergenti. È importante chiarire che un punto percentuale rappresenta la differenza nel tasso di crescita: ad esempio, se il tasso era del 2%, un aumento di un punto lo porterebbe al 3% effettivo.
Questo aumento è sufficiente per compensare la pressione demografica. Secondo i dati raccolti da Woofun AI, un rapporto pubblicato a luglio indica che Taiwan, Corea del Sud, Thailandia e Malesia, i quattro principali esportatori netti di hardware AI, hanno registrato una crescita superiore alle previsioni del primo trimestre, con una media superiore del 4,4%; in particolare, la Corea del Sud ha registrato un tasso di crescita del 7,5%, ben oltre la previsione dell’1,8% fatta ad aprile. Nel suo discorso a Singapore, Georgieva ha dichiarato che hardware AI e prodotti collegati rappresentano oltre un decimo del totale del commercio globale di beni, con investimenti destinati a superare quelli in ferrovie o reti elettriche.
Tuttavia, la guerra in Medio Oriente ha causato un aumento dei prezzi dell’energia e il rapporto aggiornato di luglio ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita mondiale al 3% per il 2026, rispetto al 3,5% del 2025, e l’ondata tecnologica sta lasciando indietro la maggior parte dei paesi fuori dalle catene di approvvigionamento.
Georgieva ha paragonato l’intelligenza artificiale a uno "tsunami che si muove lentamente", prevedendo che alla fine interesserà circa il 40% delle posizioni lavorative a livello globale, provocando sostituzioni o indebolimento delle funzioni. Il livello di impatto nelle economie avanzate è di circa il 60%, mentre nei paesi a basso reddito si attesta intorno al 23%, principalmente perché la tecnologia non è ancora ampiamente diffusa. I giovani che stanno per entrare nel mercato del lavoro sono i più vulnerabili, perché l’AI sta sostituendo i lavori di routine richiesti nelle posizioni di ingresso. Durante lo stesso seminario, il presidente di Singapore, Tharman Shanmugaratnam, ha sottolineato che le opportunità di primo impiego per i neolaureati sono già in diminuzione e ha avvertito che, senza interventi governativi, l’AI potrebbe ampliare ulteriormente il divario tra economie sviluppate e paesi in via di sviluppo.
L’intelligenza artificiale potrebbe inoltre mettere sotto pressione la finanza pubblica, poiché sposta il reddito dai lavoratori ai detentori di capitale, causando una perdita della base fiscale per i governi. Il presidente della Banca Mondiale, Ajay Banga, ha dichiarato che l’istituto sta sostenendo strumenti di "piccola intelligenza artificiale" che non dipendono dai grandi modelli linguistici e sono pensati per agricoltori, cliniche e scuole dei mercati emergenti. Nel suo discorso a Singapore, Georgieva ha osservato che lo sviluppo dell’AI sta già contribuendo ad aumentare l’inflazione e ha avvertito che le grandi aziende del settore stanno accumulando debiti significativi per sostenere la tecnologia, avvertendo del rischio che pessimi risultati finanziari possano propagarsi nei mercati. Il Fondo Monetario Internazionale pubblicherà il "World Economic Outlook" il 13 ottobre alle 9 di mattina ora di Bangkok (le 22 di lunedì a New York), che rappresenterà la prima revisione delle previsioni di crescita globale al 3% dall’ultimo aggiornamento di luglio.
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