USD/CHF scambia in modo misto mentre l'inflazione USA e le preoccupazioni sull'indipendenza della Fed pesano sul Dollaro
USD/CHF si aggira intorno a 0,7980 martedì al momento della scrittura, in aumento dello 0,10% nella giornata, ma in calo rispetto al massimo intraday dopo la pubblicazione dei dati sull'inflazione negli Stati Uniti. La coppia ha reagito moderatamente ai dati macroeconomici, poiché i mercati rimangono divisi tra i dati sull'inflazione, che restano stabili, e uno sfondo politico che continua a pesare sul Dollaro USA (USD).
L'Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) degli Stati Uniti su base annua è aumentato del 2,7% a dicembre, secondo il Bureau of Labor Statistics (BLS), eguagliando l'aumento di novembre e in linea con le previsioni di mercato. Tuttavia, l'indice core dei prezzi al consumo, che esclude le componenti volatili di alimentari ed energia, è rimasto invariato al 2,6% su base annua, deludendo le aspettative di un aumento al 2,7%. Su base mensile, il CPI principale è aumentato dello 0,3%, mentre il core CPI è cresciuto dello 0,2%. Il rapporto evidenzia che i costi per l'alloggio rimangono il principale motore dell'inflazione mensile, mentre anche i prezzi di alimentari ed energia hanno registrato aumenti moderati.
Questi dati rafforzano la visione di un processo di disinflazione graduale ma incompleto, lasciando poco margine alla Federal Reserve (Fed) per modificare rapidamente la propria politica monetaria. I mercati ora prezzano circa il 95% di probabilità che la Fed mantenga i tassi invariati nella riunione di gennaio, mentre le aspettative per un taglio dei tassi già a marzo sono diminuiti bruscamente negli ultimi giorni, secondo lo strumento CME FedWatch.
Allo stesso tempo, gli indicatori del mercato del lavoro inviano segnali contrastanti. La media di quattro settimane delle variazioni settimanali dell'occupazione privata riportate da Automatic Data Processing (ADP) è salita a 11.750 posti di lavoro a settimana a metà dicembre, rispetto agli 11.000 precedenti. Ciò conferma che la creazione di posti di lavoro nel settore privato statunitense rimane positiva, ma a un ritmo modesto, insufficiente a dissipare pienamente le preoccupazioni su un rallentamento economico.
Il Dollaro USA, tuttavia, rimane indebolito da fattori non economici. Le notizie su un'indagine penale che coinvolge il presidente della Fed Jerome Powell hanno riacceso le preoccupazioni sull'indipendenza della banca centrale. Questa situazione fa parte di un conflitto di lunga data tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente della Fed, alimentando disagio istituzionale che pesa sulla credibilità della politica monetaria. Diverse grandi banche centrali hanno rilasciato una dichiarazione congiunta a sostegno di Jerome Powell, sottolineando l'importanza dell'indipendenza delle banche centrali.
Le agenzie di rating stanno monitorando attentamente gli sviluppi. Fitch Ratings ha ricordato che l'indipendenza della Federal Reserve è un pilastro fondamentale a sostegno del rating sovrano degli Stati Uniti, mentre S&P Global Ratings ha anche sottolineato che la credibilità della Fed è una pietra angolare della forza istituzionale degli Stati Uniti. Queste dichiarazioni contribuiscono a mantenere un premio per il rischio politico incorporato nel Dollaro USA.
In questo contesto, il Franco Svizzero (CHF) continua a beneficiare di una domanda sostenuta di bene rifugio, alimentata sia dalle tensioni geopolitiche sia dai dubbi riguardanti la governance monetaria degli Stati Uniti.
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