Appesa a un filo, lo yen subisce un nuovo duro colpo all'inizio dell'anno
Morning FX
Nel 2026 è passato meno di mezzo mese e lo yen si prepara nuovamente a sfidare i propri limiti. Ieri il cambio USDJPY è schizzato di quasi 100 punti e, dall'inizio dell'anno, è salito di 250 punti avvicinandosi a quota 160. È ormai a un passo dal massimo di 40 anni di 161,70 toccato a luglio 2024, e ciò accade nonostante la Federal Reserve stia tagliando i tassi di interesse in modo consecutivo.
Immagine: Lo yen si deprezza fino alla soglia di 159
Il motore di questa ondata di crollo dello yen è rappresentato dall'intenzione di Takamichi, forte di un ampio consenso popolare, di indire in anticipo le elezioni della Camera dei Rappresentanti per rafforzare la maggioranza e promuovere la propria agenda politica. Il "Takamichi trade", già visto dopo le elezioni giapponesi dell'ottobre scorso, è tornato: la borsa giapponese vola, mentre titoli di Stato e yen crollano bruscamente.
1. Il ciclo mortale del mercato finanziario giapponese si ripresenta
Dall'insediamento, Takamichi mantiene unalto tasso di approvazione popolare (i sondaggi raggiungono il massimo storico del 75%). Tuttavia, la coalizione di governo composta dal Partito Liberal Democratico e da Ishin no Kai detiene solo una maggioranza risicata alla Camera dei Rappresentanti, e addirittura è minoranza al Senato. Per attuare le proprie politiche serve il pieno controllo del Parlamento, perciò si punta a elezioni anticipate nel periodo di massimo consenso.
Immagine: la borsa giapponese sale, crollo simultaneo di obbligazioni e valuta
Il mercato, però, non ci sta. Se il Partito Liberal Democratico dovesse vincere le elezioni, ciò significherebbe un aumento dell'emissione di titoli di Stato e la necessità per la Banca del Giappone di mantenere bassi i tassi per finanziare il pagamento degli interessi. Seppur la borsa benefici dell'espansione fiscale, l'aumento dell'offerta di titoli di Stato e il rinvio delle aspettative di rialzo dei tassi portano a un vero e proprio crollo dei titoli a lunga scadenza e dello yen. Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 e 30 anni ha superato rispettivamente il 2,1% e il 3,4%, avvicinandosi ai massimi storici.
2. Fino a dove si deprezzerà lo yen?
Secondo l'autore, tra incertezze politiche, deflusso di capitali e rafforzamento del dollaro USA, solo un intervento della Banca del Giappone può rallentare la tendenza, probabilmente nella fascia 161-162.
(1) I dati economici statunitensi hanno continuato a mostrare solidità all'inizio dell'anno, rendendo improbabile un calo improvviso prima delle elezioni di medio termine e le aspettative di tagli dei tassi prima della riunione di giugno sono ormai quasi scomparse.
Immagine: aspettative implicite di taglio dei tassi nel mercato dei futures sui tassi d'interesse
(2) A inizio anno sono stati riattivati i limiti per i conti NISA e i tassi reali restano bassi, il che manterrà il flusso di acquisto USDJPY; inoltre, con Takamichi deciso a proseguire sulla stessa linea, è difficile trovare sostegno all'acquisto per lo yen.
Il punto di intervento della Banca del Giappone potrebbe trovarsi nell'intervallo 161-162, che rappresenta il limite raggiunto durante la precedente ondata di deprezzamento dello yen. In precedenza, la Banca del Giappone aveva già alzato l'allerta al livello 4 (su 5) alla soglia di 158. Un deprezzamento del 2% a inizio anno potrebbe già aver acceso i riflessi nervosi della banca centrale, e si prevede un intervento concreto sopra quota 160.
3. Conclusioni
(1) Lo yen ha subito un duro colpo all'inizio dell'anno, con elezioni anticipate che hanno riportato in auge il "Takamichi trade". Lo yen si avvicina alla soglia di intervento di 160, mentre i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi segnano nuovi record. La "curva dei tassi estremamente ripida" e la "divergenza tra yen, borsa e differenziale dei tassi" creano uno scenario unico.
(2) I dati USA sono robusti e le speranze di taglio dei tassi prima di giugno sono ormai svanite. Se la Banca del Giappone non adotterà misure sufficientemente decise, lo yen continuerà a rimanere debole fino a quando non ci sarà un intervento energico.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Tutti gli occhi puntati su Walsh, la prossima settimana la "super settimana delle banche centrali" porterà un’ondata di aumenti dei tassi nei paesi del G7?
Con l'aumento dell'inflazione, i conflitti geopolitici e il prezzo del petrolio che supera i cento dollari, le banche centrali del G7 si apprestano a una settimana cruciale di decisioni sui tassi d'interesse. Sostenuta da un'inflazione di base superiore alle attese, la Federal Reserve dovrebbe procedere al primo aumento dei tassi in tre anni; la Banca del Giappone è prevista innalzare i tassi all'1,25%, un massimo degli ultimi 30 anni; anche le posizioni restrittive della Banca d'Inghilterra, della Banca Centrale Europea e della banca centrale canadese si sono rafforzate, segnando una svolta significativa verso un inasprimento collettivo della politica monetaria globale.
La Fed aumenterà i tassi consecutivamente? Si ripeterà il “ciclo di stretta” della fine degli anni ’80?
Il rapporto di Citigroup sottolinea che l'attuale contesto macroeconomico è molto simile al ciclo restrittivo del 1988-1989, quando l'economia manteneva la sua resilienza e le pressioni inflazionistiche si accumulavano gradualmente. Successivamente, l'attività economica rallentò e la politica si orientò verso una maggiore flessibilità. Durante quel ciclo restrittivo, la Federal Reserve aumentò i tassi d'interesse per sedici volte consecutive.
Nemici storici raramente collaborano! Musk e Aaltman sostengono l'appello di Dario Amodei per "rallentare l'AI a livello globale"
Amodei di Anthropic lancia un appello per un “rallentamento globale dell’AI”, trovando un inatteso sostegno pubblico sia dal rivale Musk che da Altman. I tre grandi leader hanno concordato unanimemente di concedere a terze parti l’accesso ai test di livello impiegato e di coordinarsi per rallentare lo sviluppo; Altman ha addirittura annunciato che OpenAI non effettuerà un’IPO quest’anno. Le dimissioni indignate di un ricercatore e una serie di “fughe collettive” di AI fuori controllo hanno innescato il panico a lungo represso nel settore.
L'ultima valutazione di Goldman Sachs: l'aumento dei tassi d'interesse ≠ il calo delle azioni americane, la crescita dei profitti è la chiave del mercato toro
Goldman Sachs ritiene che i tassi d'interesse elevati rappresentino un vento contrario per il mercato azionario, ma non la forza che mette fine al mercato toro. Il rendimento dei Treasury USA a 30 anni è salito al 5,3%, ma i dati storici mostrano che nei 12 mesi successivi a un aumento dei tassi d'interesse, il rendimento medio dell'S&P 500 è stato del +9%. I bilanci aziendali sono ai livelli più solidi degli ultimi 20 anni e gli investimenti nell'IA e l'ondata di fusioni e acquisizioni continuano a sostenere le aspettative di crescita degli utili. Si prevede che nel 2026 gli utili per azione dell'S&P 500 raggiungeranno i 340 dollari, con una crescita annua del 24%.
