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L'accordo WLFI mette a nudo la geopolitica dietro il capitale cripto dell'era Trump

L'accordo WLFI mette a nudo la geopolitica dietro il capitale cripto dell'era Trump

CryptotaleCryptotale2026/02/02 14:48
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Per:Cryptotale
  • WLFI ha ottenuto 500 milioni di dollari da una società legata agli Emirati Arabi Uniti mesi prima che gli Stati Uniti approvassero la vendita di chip AI avanzati.
  • Entità legate a Trump e Witkoff hanno ricevuto oltre 218 milioni di dollari dall’accordo WLFI, secondo quanto riportato dal WSJ.
  • I legislatori ora si chiedono se la finanza crypto e la politica tecnologica statunitense siano diventate intrecciate politicamente.

Un investimento da 500 milioni di dollari in una società crypto statunitense ha attirato l’attenzione su come la finanza digitale, il capitale straniero e gli interessi statali possano intersecarsi ai massimi livelli politici. L’accordo ruota attorno a World Liberty Financial, la società dietro la stablecoin ancorata al dollaro USD1, e una quota significativa acquisita da una società collegata a uno dei più potenti funzionari degli Emirati Arabi Uniti.

La transazione si è svolta mesi prima che gli Stati Uniti approvassero una vendita di tecnologia sensibile agli Emirati Arabi Uniti, sollevando interrogativi a Washington. La sequenza degli eventi ha intensificato l’attenzione su come capitale crypto, sicurezza nazionale e diplomazia si siano sovrapposti nella fase iniziale della seconda amministrazione Trump.

Il Journal ha riportato che Aryam Investment, una società sostenuta dal consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, ha acquisito una partecipazione del 49% in World Liberty Financial. L’acquisto, valutato 500 milioni di dollari, ha reso Aryam il maggiore azionista della società e il suo unico investitore esterno noto oltre ai fondatori.

La struttura dell’accordo World Liberty

World Liberty Financial gestisce USD1, una stablecoin supportata da titoli del Tesoro USA a breve termine, depositi in dollari e equivalenti di cassa. Il Journal afferma che la società elenca il presidente Donald Trump e l’inviato statunitense Steve Witkoff come co-fondatori emeriti, con le operazioni quotidiane gestite dai membri delle famiglie Trump e Witkoff.

Secondo il rapporto, l’accordo è stato firmato da Eric Trump pochi giorni prima dell’insediamento del padre per il secondo mandato. I documenti finanziari citati dal Journal mostrano un flusso di circa 187 milioni di dollari verso entità legate a Trump e 31 milioni verso entità collegate a Witkoff. Queste cifre sono diventate centrali nel dibattito ora in corso a Capitol Hill.

Chip AI e una relazione USA–UAE in evoluzione

Al momento dell’accordo, Tahnoon cercava accesso a chip di intelligenza artificiale avanzati che l’amministrazione Biden aveva limitato, citando preoccupazioni per un possibile dirottamento verso la Cina. A maggio, mesi dopo l’investimento di WLFI, gli Stati Uniti hanno approvato la vendita di centinaia di migliaia di chip avanzati di Nvidia agli Emirati Arabi Uniti.

In base a quell’accordo, circa il 20% dei chip era destinato a G42, una società AI legata a Tahnoon e ora guidata da G42. La tempistica ha spinto i legislatori a esaminare se legami finanziari e decisioni di policy si siano sovrapposti in modi che meritano un’analisi più approfondita.

Reazioni politiche e risposte ufficiali

I Democratici sono stati i critici più vocali. La senatrice Elizabeth Warren, la massima rappresentante Democratica della Commissione Bancaria del Senato, ha definito la situazione “corruzione, pura e semplice” e ha sollecitato l’amministrazione a revocare la vendita dei chip AI.

Ha inoltre chiesto a Witkoff, al consigliere della Casa Bianca su AI e crypto David Sacks, e al Segretario al Commercio Howard Lutnick di testimoniare davanti al Congresso. Tuttavia, la Casa Bianca ha respinto le accuse di irregolarità.

La portavoce Anna Kelly ha riferito al Journal che non vi erano “conflitti di interesse”, mentre il consulente David Warrington ha affermato che il presidente non era coinvolto in affari legati ai doveri ufficiali, sottolineando che Witkoff si era disinvestito da World Liberty Financial.

Allo stesso modo, il vice procuratore generale Todd Blanche ha ribadito questa difesa su “This Week” di ABC, sostenendo che accuse simili erano state sollevate contro precedenti amministrazioni senza prove.

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Il capitale crypto incontra la geopolitica

In sintesi, la transazione WLFI è diventata un caso di studio su come le iniziative crypto possano trovarsi all’incrocio tra ricchezza privata e politica pubblica. Collegando un progetto stablecoin a capitale sovrano straniero e successivamente alle approvazioni tecnologiche statunitensi, l’episodio sottolinea come l’innovazione finanziaria possa amplificare le poste geopolitiche.

Per ora, i fatti riportati dal Journal continuano ad alimentare il dibattito su trasparenza, etica e il ruolo crescente delle crypto nelle dinamiche di potere globale.

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