GBP/USD rimbalza dai minimi di undici settimane mentre 1,34 tiene dopo il sell-off legato all'Iran
GBP/USD è sceso di circa mezzo punto percentuale lunedì, toccando brevemente un minimo di undici settimane intorno a 1,3310 nelle prime contrattazioni, per poi registrare un rimbalzo a metà sessione e chiudere vicino alla soglia di 1,3400. Il calo è stato quasi interamente guidato dalla forza diffusa del Dollaro USA, poiché il conflitto in Iran ha innescato una corsa verso gli asset rifugio. Tuttavia, il recupero della Sterlina dai minimi ha lasciato una lunga ombra inferiore sulla candela giornaliera, suggerendo che gli acquirenti sono intervenuti nei pressi della media mobile esponenziale (EMA) a 200 giorni. Nell’ultima settimana, la Sterlina è stata una delle valute G10 più deboli, perdendo terreno contro Dollaro USA, Dollaro Australiano, Dollaro Canadese e Dollaro Neozelandese, mantenendosi approssimativamente stabile contro Franco Svizzero e guadagnando solo rispetto a Euro e Yen Giapponese.
La Bank of England (BoE) ha mantenuto i tassi al 3,75% a febbraio, con una votazione risicata di 5-4, in cui il Governatore Andrew Bailey ha espresso il voto decisivo per mantenere lo status quo. Testimoniando davanti alla Commissione del Tesoro del Parlamento la scorsa settimana, Bailey ha definito la decisione del 19 marzo “una questione realmente aperta”, osservando che l’inflazione dei prezzi dei servizi ha raggiunto il 4,4% a gennaio, ben al di sopra della previsione della BoE del 4,1%. Il Chief Economist Huw Pill ha fatto eco alla prudenza, mettendo in guardia dal lasciarsi “sedurre” dal calo dell’inflazione principale verso l’obiettivo del 2%. I dati sul mercato del lavoro del Regno Unito hanno mostrato segnali di rallentamento, con la disoccupazione salita al 5,2% e la crescita dei salari scesa al 4,2%, mantenendo così i mercati orientati verso un taglio a marzo, nonostante i segnali contrastanti provenienti dai policymakers.
L’incertezza politica interna pesa inoltre sulla Sterlina. La convincente vittoria del Green Party alle elezioni suppletive di Gorton e Denton della scorsa settimana, dove i Labour sono scesi al terzo posto dopo aver detenuto il seggio con una solida maggioranza nel 2024, ha riacceso i dubbi sulla leadership del Primo Ministro Starmer in vista delle elezioni locali di maggio. Lo Spring Statement del Cancelliere Reeves, previsto per questa settimana, sarà seguito con attenzione per le nuove proiezioni fiscali dell’Office for Budget Responsibility (OBR); ogni possibile ridimensionamento delle prospettive di crescita del Regno Unito aggraverebbe probabilmente la recente debolezza della valuta. Dal lato statunitense, le crescenti tensioni in Medio Oriente, i dati degli Indici dei Prezzi alla Produzione (PPI) di gennaio superiori alle attese e la riluttanza della Federal Reserve (Fed) a tagliare i tassi prima di luglio continuano a sostenere il Dollaro.
Grafico giornaliero GBP/USD
Analisi tecnica
Nel grafico giornaliero, il GBP/USD è quotato a 1,3409. Il bias di breve periodo è moderatamente ribassista dato che il prezzo si mantiene al di sotto della media mobile esponenziale a 50 giorni, mentre la media a 200 giorni a 1,3425 ora si trova appena sopra il prezzo e funge da resistenza dinamica. Il recente mancato mantenimento dei guadagni sopra la zona 1,36 ha portato a una sequenza di chiusure giornaliere più basse, e lo stochastic giornaliero che rimane nella metà inferiore del suo range indica una pressione ribassista persistente piuttosto che una vendita da capitolazione.
La prima resistenza si trova sulla EMA a 200 giorni intorno a 1,3425, seguita dalla zona attorno a 1,3520 dove la EMA a 50 giorni in precedenza aveva guidato l’avanzata. Una chiusura giornaliera al di sopra di 1,3520 sarebbe necessaria per attenuare il bias ribassista attuale e aprire la strada verso 1,3695. Sul lato opposto, il primo supporto immediato si trova intorno a 1,3350, seguito da una fascia di domanda più bassa vicino a 1,3250, la cui perdita confermerebbe una fase correttiva più profonda verso 1,3150.
Nel grafico settimanale, il GBP/USD è quotato a 1,3409. Il bias di breve periodo è moderatamente rialzista poiché il prezzo mantiene una chiara sequenza di chiusure settimanali crescenti sopra la media mobile esponenziale a 200 settimane in salita intorno a 1,30, confermando una struttura rialzista di fondo. L’oscillatore Stocastico rimane in territorio positivo dopo essere sceso dai valori di ipercomprato, indicando uno slancio in attenuazione ma ancora positivo, piuttosto che una vera inversione ribassista, scenario che favorisce la fase di consolidamento sopra i recenti minimi piuttosto che una rottura ribassista duratura.
La resistenza iniziale si trova nella zona del recente swing intorno a 1,3650, dove i rialzi precedenti si sono fermati, seguita da una barriera più forte vicino a 1,37 che ostacola qualsiasi estensione verso i massimi dello scorso trimestre. Sul lato opposto, il primo supporto emerge a 1,3350, con un pavimento più profondo a 1,3250 che allinea l'ultimo minimo di reazione con la vicinanza della zona della EMA a 200 settimane intorno a 1,30. Una chiusura settimanale sotto 1,3250 indebolirebbe il bias rialzista ed esporrebbe la banda 1,31–1,30, mentre una tenuta sopra 1,3350 manterrebbe l’attenzione su un possibile retest di 1,3650.
(L'analisi tecnica di questa notizia è stata redatta con l'aiuto di uno strumento AI.)
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