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Le azioni europee superano silenziosamente quelle americane! Goldman Sachs: quando il mercato inizia a mettere in dubbio gli investimenti nell’AI, l’Europa che “non segue l’AI” risulta invece avvantaggiata

Le azioni europee superano silenziosamente quelle americane! Goldman Sachs: quando il mercato inizia a mettere in dubbio gli investimenti nell’AI, l’Europa che “non segue l’AI” risulta invece avvantaggiata

华尔街见闻华尔街见闻2026/08/11 08:21
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Per:华尔街见闻

Goldman Sachs ritiene che, quando i rendimenti degli investimenti nell'intelligenza artificiale vengono messi in discussione e le valutazioni delle azioni statunitensi sono elevate, la struttura del mercato europeo, caratterizzata da un forte flusso di cassa e dalla scarsa attenzione verso l'AI, rappresenti un vantaggio unico. Grazie all’elevato ritorno per gli azionisti, alle basse valutazioni e all’afflusso del capitale estero più forte degli ultimi dieci anni, l’Europa sta superando la performance del mercato azionario americano. Goldman Sachs ha alzato la previsione di crescita degli utili per azione (EPS) dell’indice STOXX 600 al 15% per il 2026; nel primo semestre la crescita ha già raggiunto il 14%, registrando il risultato migliore degli ultimi tre anni.

Le borse europee stanno silenziosamente riscrivendo la narrativa dei mercati. L’ultimo rapporto di ricerca di Goldman Sachs sottolinea che molti dei cosiddetti “luoghi comuni” sulle borse europee stanno venendo smontati uno a uno dai dati — dalla crescita degli utili, al ritorno del capitale, fino ai flussi di fondi. Le prestazioni reali delle borse europee sono molto più robuste di quanto normalmente si creda dal mercato. In un momento in cui il rendimento degli investimenti in AI viene messo in dubbio, la struttura del mercato europeo — che evita la corsa all’AI privilegiando il cash flow — si sta rivelando un vero vantaggio.

Nel report dell’11 agosto, Goldman Sachs ha rivisto al rialzo la previsione di crescita dell’EPS per tutto il 2026 dello STOXX Europe 600 Index, dal 10% al 15%, giustificandolo con una crescita annuale dell’EPS già al 14% nel primo semestre, il livello più elevato degli ultimi tre anni. Nel frattempo, dall’inizio del 2025 ad oggi, nonostante l’impatto dei dazi e della crisi energetica, il ritorno totale dell’indice europeo STOXX ha superato lo S&P 500. Le banche europee, a partire dal 2022, hanno registrato rendimenti cumulativi molto superiori rispetto ai “Magnificent 7” di Wall Street.

Le azioni europee superano silenziosamente quelle americane! Goldman Sachs: quando il mercato inizia a mettere in dubbio gli investimenti nell’AI, l’Europa che “non segue l’AI” risulta invece avvantaggiata image 0

Dal punto di vista dei flussi di capitali, le borse europee stanno vivendo il più forte afflusso netto degli ultimi dieci anni (escluso il 2021), trainato principalmente da investitori esteri. Goldman Sachs ritiene che dietro questa tendenza vi sia la crescente esigenza degli investitori globali di diversificare il rischio concentrato su dollaro e azioni USA. Più importante ancora, poiché cresce lo scetticismo sui ritorni e sui costi di finanziamento delle spese in capitale AI da parte delle tech company hyperscaler, l’Europa — “generatrice di cash e non consumatrice” — sta rafforzando i suoi vantaggi relativi.

Crescita degli utili: la più forte in tre anni, previsioni riviste al rialzo

La credenza di lunga data che “l’Europa non cresca” è in netto contrasto con gli ultimi dati sulle trimestrali. Secondo i dati di Goldman Sachs, il tasso di crescita annuale dell’EPS dello STOXX 600 è arrivato al 14% nel primo semestre, il livello più alto degli ultimi tre anni, e tutto ciò è stato ottenuto in un contesto sfavorevole legato agli shock dell’offerta energetica.

Anche escludendo il settore delle materie prime, la crescita EPS si attesta comunque attorno al 7%, così come la mediana della crescita degli utili tra i componenti dello STOXX 600, indicando che la ripresa degli utili è ampiamente diffusa e non semplicemente frutto dei prezzi delle commodities. Le previsioni sugli utili per il 2026 e il 2027 sono già state riviste al rialzo.

Goldman Sachs definisce questa fase “post-moderna” — tassi d’interesse elevati, alta inflazione, accelerazione degli investimenti in infrastrutture e sicurezza energetica; un ambiente che avvantaggia in modo naturale le tante aziende europee “heavy asset, low obsolescence risk” (HALO), che possono beneficiare della spesa in capitale senza essere facilmente sconvolte dai cambiamenti dell’AI.

Redditività: ROE in costante miglioramento, contributo marcato delle banche

“La redditività europea è bassa” è un altro stigma messo in discussione da Goldman Sachs. Il report ammette che il ROE europeo è inferiore a quello statunitense, ma sottolinea che il ROE USA si trova su livelli anomali e che quello europeo è, negli ultimi anni, in netto miglioramento.

Il settore finanziario è il motore principale. Tra il 2008 e il 2021, il contesto di tassi bassi e la pressione per ricapitalizzare dopo la crisi finanziaria portarono le banche europee a frenare il ROE generale, ma ora entrambi questi fattori si sono invertiti.

Inoltre, le borse europee hanno alta esposizione a temi come spese per la difesa, infrastrutture, elettrificazione e data center, a ulteriore supporto del miglioramento della redditività.

Performance relativa: le banche europee superano i “Magnificent 7”, di nuovo meglio dello S&P 500 quest’anno

L’idea secondo cui “le borse europee sempre sottoperformano” non regge ormai più ai dati recenti. Goldman Sachs sottolinea come, nel periodo post-pandemico, le performance siano decisamente più articolate rispetto a quella narrativa di mercato.

I dati mostrano che, da inizio 2022, il rendimento cumulato delle banche europee (SX7P) ha nettamente battuto i Magnificent 7 di Wall Street. Da inizio 2026 ad oggi, la mediana dei rendimenti dei componenti dello STOXX 600 ha segnato aumenti a doppia cifra, mentre, nello stesso periodo, l’S&P 500 (al netto dei titoli tech) ha reso meno.

Goldman Sachs individua i fattori alla base della sovraperformance europea in: l’effetto depressivo delle alte valutazioni statunitensi, l’impatto dei tassi elevati sui titoli tecnologici USA (che invece favorisce le banche europee), i dubbi sulla redditività degli investimenti delle big tech americane e la diminuzione del premio per il rischio trainata dall’espansione della spesa pubblica in Germania.

Goldman Sachs evidenzia tuttavia che nel 2027 la Francia, l’Italia, la Spagna e altri paesi saranno chiamati alle urne, e i rischi politici potrebbero aumentare la pressione sulle borse europee.

Prezzi energetici: un fattore positivo per le borse, non negativo

Per Goldman Sachs, l’aumento dei prezzi energetici pesa sull’economia europea, ma è invece correlato positivamente con l’EPS delle borse continentali — una divergenza chiara tra economia reale e mercato azionario.

Il motivo sta nell’alta incidenza dei settori energia e materie prime negli indici europei; utilities, chimica e finanza riescono anche a traslare i costi attraverso contratti, beneficiando di inflazione e tassi elevati. Per telecom, media, sanità, l’impatto dei prezzi energetici è minimo. Solo il settore beni di consumo discrezionali ne risulta significativamente danneggiato.

Tuttavia, se i prezzi dell’energia si mantenessero elevati fino a frenare la domanda, la capacità delle aziende di trasferire i costi sarebbe messa alla prova. L’esperienza storica 2022-2023 mostra che, dopo una prima revisione al rialzo dell’EPS, la crescita rallenta e i margini si restringono, portando infine a revisioni al ribasso.

Afflussi di capitale: i più forti da dieci anni, guidati da capitali esteri

Nemmeno la narrativa “nessuno compra in Europa” regge più ai dati reali. Secondo Goldman Sachs, le borse europee stanno registrando il flusso netto più forte degli ultimi dieci anni (escluso il 2021), quasi interamente guidato da investitori stranieri con l’obiettivo di diversificare la concentrazione su USA e dollaro, oltre a mitigare il rischio legato alle alte valutazioni e alla concentrazione dei titoli statunitensi.

Anche le aziende europee sono diventate compratrici attive: il volume dei buyback nei settori bancario ed energetico è in continuo aumento, le M&A sono in forte accelerazione e sia acquirenti domestici che stranieri sono molto attivi. Questo sostiene sia il basket delle M&A europee individuate da Goldman Sachs, sia le small e mid cap.

Goldman Sachs sottolinea che la grande differenza tra Europa e USA sta nell’assenza di flussi retail persistenti. Negli USA e nei mercati asiatici, il volume degli afflussi resta di gran lunga superiore rispetto all’Europa, proprio grazie al forte apporto dei piccoli investitori, un aspetto che in Europa manca strutturalmente da tempo.

Sconto di valutazione: in parte giustificato, ma ampio oltre quanto spieghino i fondamentali

Goldman Sachs ammette che le borse europee trattano a sconto rispetto a quelle americane, ma secondo la banca l’ampiezza dello sconto va oltre quanto giustificato dai fondamentali. Secondo i dati, a parità di passo nella crescita delle vendite, la valutazione delle società americane è sempre superiore alle loro omologhe europee (tranne per il segmento di crescita minima); in tutti i settori, il dividend yield è maggiore in Europa che negli USA.

Goldman Sachs riconosce che lo sconto europeo abbia ragioni di fondo — una maggiore propensione dei policy maker UE a tassare e regolare, una minore persistenza degli utili — ma il livello attuale supera di molto la soglia ragionevole. Particolarmente marcato lo sconto del FTSE 350 britannico, un mercato che Goldman Sachs reputa più pronto a una rivalutazione, come confermano anche i livelli di interesse degli investitori esteri sulle aziende UK.

AI in ritardo: uno svantaggio nel breve, una potenziale difesa nel medio periodo

L’Europa è effettivamente in ritardo sull’AI: la costruzione di data center è indietro, gli investimenti nei modelli più avanzati sono insufficienti e il miglioramento strutturale della produttività è a rischio sul lungo periodo. Secondo il team europeo utilities di Goldman Sachs, tuttavia, gli investimenti energetici necessari a sostenere l’infrastruttura AI potrebbero tradursi in un super ciclo degli utili per il settore.

Goldman Sachs sottolinea però come storicamente, in ogni ondata tecnologica, i primi investono spesso troppo, mentre a guadagnarne più avanti sono i “follower” che sfruttano gli investimenti iniziali.

Ancora più importante, le spese in capitale per l’AI delle big tech oggi non possono più essere coperte interamente dai free cash flow; negli USA aumentano emissioni di debito e di azioni per sostenere questi investimenti, mentre in Europa la pressione finanziaria rimane inferiore — le emissioni di nuove azioni sono aumentate solo moderatamente e i buyback restano robusti.

Sul fronte dei rendimenti del free cash flow, le borse europee offrono un cash flow yield superiore alle obbligazioni e visibilmente migliore rispetto ai mercati USA. Goldman Sachs menziona a supporto anche il “momento DeepSeek”:

Quando Nvidia è crollata in un solo giorno del 27%, i “Magnificent 7” hanno lasciato sul terreno il 16% e lo S&P 500 è sceso dell’8%, le borse europee, grazie a un bias sul valore e una minore concentrazione nei titoli tech, hanno registrato invece rendimenti positivi, offrendo agli investitori una copertura efficace.

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