Oro e argento continuano il trend di rottura, l’indice del dollaro USA scende sotto 99
Huitong News, 21 agosto—— Venerdì (21 agosto) durante la sessione di trading del mattino negli Stati Uniti, i prezzi dell’oro spot e dell’argento spot sono saliti bruscamente. L’indebolimento del dollaro, l’attenuazione delle aspettative di rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre e le preoccupazioni fiscali negli Stati Uniti hanno spinto una nuova ondata rialzista nei metalli preziosi. L’oro spot ha scambiato intorno a 4.582,14 dollari l’oncia, con un aumento dell’1,4% nella giornata; l’argento spot è quotato a 69,357 dollari, in rialzo dell’1,88% nella giornata.
Venerdì (21 agosto) durante la sessione mattutina negli Stati Uniti, i prezzi dell’oro spot e dell’argento spot sono saliti sensibilmente. Il dollaro si è indebolito, le aspettative di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre si sono raffreddate e, insieme alle preoccupazioni fiscali statunitensi, una serie di forze hanno guidato i metalli preziosi in un breakout rialzista. L’oro spot è stato negoziato vicino a 4.582,14 dollari l’oncia, con un aumento dell’1,4% nella giornata; il prezzo spot dell’argento è stato di 69,357 dollari, in rialzo dell’1,88%.
Attualmente il mercato rimane diviso: da un lato vi sono dati sulla crescita economica statunitense deboli, dall’altro il rischio di inflazione trainato dal petrolio e i rendimenti a lungo termine elevati. La scorsa settimana, l’indice CPI in fresco raffreddamento, il PPI complessivo stabile, le vendite al dettaglio deboli e un indebolimento della fiducia dei consumatori hanno portato il mercato a ridurre la valutazione di un ulteriore rialzo dei tassi a settembre. Nonostante i dati precedenti mostrino che il numero delle richieste di disoccupazione iniziali sia sceso a 206.000 e l’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia sia salito a 47,4, i mercati del lavoro e la manifattura regionale non hanno mostrato segnali concreti di indebolimento.
I verbali della riunione della Federal Reserve pubblicati mercoledì scorso mostrano che diversi funzionari sono pronti a continuare ad aumentare i tassi se l’inflazione non dovesse allentarsi; tuttavia, gli operatori ritengono ancora che la Fed manterrà invariati i tassi il prossimo mese. Il rendimento dei titoli di Stato USA a 10 anni è trattato vicino al 4,7%, quello a 30 anni vicino al 5,25%, mentre l'indice del dollaro è sceso sotto quota 99,00. Il prossimo dato macro chiave sarà il valore preliminare del PMI USA, in uscita alle 9:45 ora della costa est.
Oro e argento si distinguono tra le performance cross-asset. L’oro ha superato al rialzo i 4.447 dollari, che sono passati da supporto a livello di breakout, e ora supera la soglia dei 4.500 dollari, testando il livello di resistenza a 4.595 dollari. L’argento ha superato prima 66,55 dollari e poi 68,02 dollari, puntando ora verso la prossima resistenza a 69,48 dollari e posizionandosi vicino ai massimi settimanali. Questo rally non può essere semplicemente attribuito alla discesa dei rendimenti: anche con i rendimenti a lungo termine elevati, i metalli preziosi continuano a rafforzarsi, a indicare che la copertura dei rischi fiscali, l’indebolimento del dollaro e le esigenze di rifugio geopolitico hanno compensato l’impatto negativo del costo di mantenimento dovuto ai tassi elevati.
Lo Stretto di Hormuz rimane una variabile geopolitica chiave per il petrolio, le aspettative d’inflazione e la domanda di asset rifugio. I negoziati USA-Iran sono arenati; Washington minaccia sanzioni economiche più severe contro Teheran, e il traffico di navi di commodities dallo stretto è notevolmente inferiore ai livelli normali. Giovedì solo 7 navi di commodities hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, la metà rispetto al giorno precedente; molte fonti riportano che il volume totale del traffico è solo una piccola parte rispetto al periodo prebellico. Il Brent si attesta intorno a 93,45 dollari al barile, il West Texas Intermediate (WTI) a circa 86,53 dollari. Per l’oro, l’ambiente generale è sì di supporto ma anche contraddittorio: l’impedimento del traffico nel Golfo e il dollaro debole sostengono la domanda di asset rifugio, ma i prezzi elevati del petrolio continuano ad alimentare il rischio inflattivo, limitando il margine di discesa dei rendimenti.
Prima dell’apertura di Wall Street, i mercati globali mostrano una divergenza. Dopo le vendite di giovedì, i future degli indici USA sono in rialzo: il future dello S&P 500 sale dello 0,3%, quello del Dow Jones dello 0,4%, il future del NY Composite Index dello 0,6%. In Europa, il FTSE 100 britannico scende dello 0,1%, il FTSE 40 europeo è stabile, il DAX 40 tedesco cresce dello 0,2%.
Altri mercati principali: il prezzo del WTI al NYMEX è leggermente diminuito, a 86,53 dollari al barile, il Brent vicino a 93,45 dollari. Il rendimento del Treasury USA a 10 anni resta vicino al 4,7% e l’indice del dollaro si indebolisce.
(Grafico giornaliero dell’oro spot, fonte: yihuizhi)
Oro spot: Il prossimo obiettivo al rialzo dei tori è il superamento stabile della resistenza a 4.595,00 dollari; in caso di breakout efficace, i livelli successivi sono 4.671,00 e poi 4.778,00 dollari. Il target di breve termine dei ribassisti è spingere il prezzo sotto 4.447,00 dollari, con possibili estensioni verso 4.320,00 dollari e, successivamente, 4.228,00 dollari. Prima resistenza a 4.595,00 dollari, la successiva a 4.671,00 dollari; primo supporto a 4.447,00 dollari, poi 4.320,00 dollari.
Argento spot: Per i rialzisti, il prossimo obiettivo è consolidarsi sopra 69,48 dollari e, in caso di superamento, il livello successivo è 71,03 dollari. L’obiettivo ribassista è portare il prezzo sotto 68,02 dollari, con possibili successivi target a 66,55 e poi 64,20 dollari. Prima resistenza a 69,48 dollari, poi 71,03 dollari; primo supporto a 68,02 dollari, poi a 66,55 dollari.
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