L'andamento dei tassi di interesse tra Europa e Stati Uniti potrebbe divergere! Castle Securities: l'impatto energetico e i tassi elevati potrebbero accentuare la pressione al ribasso sull'economia europea
Castle Securities ritiene che, sebbene il rincaro dei prezzi dell’energia e la stretta della politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea abbiano spinto a un costante aumento dei rendimenti obbligazionari europei, queste due forze potrebbero infine limitare ulteriori rialzi dei rendimenti.
Secondo quanto riportato da Zhitong Finance News (智通财经APP), Citadel Securities ritiene che lo shock dei prezzi energetici e l'inasprimento della politica monetaria da parte della BCE, pur avendo spinto i rendimenti delle obbligazioni europee a salire costantemente, potrebbero alla fine rappresentare fattori che ne limitano ulteriori rialzi. Il motivo è che l'elevato costo dell'energia e i tassi d'interesse elevati eserciteranno una maggiore pressione sulla crescita economica europea e, man mano che gli investitori si concentrano sempre più sui rischi di rallentamento economico o addirittura stagflazione, lo spazio per un ulteriore forte aumento dei tassi in Europa potrebbe essere limitato.
La scorsa settimana, in concomitanza con le vendite sui mercati obbligazionari mondiali, i titoli obbligazionari europei e britannici hanno subito l'impatto più evidente. La BCE ha nuovamente alzato i tassi citando l’aumentato rischio d’inflazione, alimentando le aspettative di ulteriori strette di politica monetaria. Allo stesso tempo, a causa della forte dipendenza dell’Europa dalle importazioni energetiche, l'aumento dei prezzi dell’energia scatenato dalla guerra in Iran ha portato gli investitori a scommettere su un altro rialzo dei tassi da parte della BCE per frenare l’inflazione.
Tuttavia, secondo Nohshad Shah, responsabile vendite per prodotti a reddito fisso di Citadel Securities per Europa, Medio Oriente e Africa, il mercato potrebbe sottovalutare l’impatto negativo che gli shock energetici e la stretta monetaria avranno sulla crescita dell’economia europea, e questa pressione finirebbe per limitare la crescita dei tassi.
Shah ha dichiarato: "Man mano che le conseguenze della stretta monetaria e degli shock energetici sulla crescita economica diventano sempre più centrali nell’attenzione degli investitori, dubito che i tassi forward a medio termine sulla curva europea possano continuare a salire".
Capacità di tenuta differenziata tra economie europea e statunitense: i Treasury USA potrebbero avere uno spazio di crescita maggiore
Rispetto all’Europa, Citadel Securities ritiene che l’economia USA abbia una maggiore capacità di sostenere alti prezzi dell’energia e tassi elevati, e che quindi ci sia ancora margine per un ulteriore aumento dei tassi USA.
Sebbene il rincaro dei costi energetici e le preoccupazioni per l’inflazione abbiano anch’essi spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury, gli Stati Uniti hanno un'ampia industria petrolifera e del gas, risultando meno sensibili rispetto all’Europa agli aumenti dei prezzi delle importazioni energetiche. Allo stesso tempo, la costante ondata d’investimenti nell’intelligenza artificiale continua a offrire un importante sostegno all’economia statunitense, permettendo di sostenere tassi elevati più a lungo.
Shah sottolinea che gli USA “hanno una maggiore capacità di assorbire tassi elevati rispetto all’Europa”, mentre i rischi di stagflazione risultano più marcati per il Vecchio Continente.
Queste differenze dei fondamentali economici potrebbero riflettersi infine nell’andamento dei mercati obbligazionari di Europa e Stati Uniti. Shah ritiene che, con il progressivo emergere delle pressioni sulla crescita, i tassi europei forward a medio termine potrebbero correggere rispetto a quelli statunitensi. In altre parole, anche se i bond di entrambe le aree sono stati recentemente impattati dagli shock energetici e dai timori d’inflazione, le prospettive di rendimento potrebbero progressivamente divergere.
Per l’Europa, l’aumento dei prezzi energetici non solo alimenterà l’inflazione, ma aumenterà anche i costi per imprese e famiglie, riducendo il potere d’acquisto reale e rallentando l’attività economica; inoltre, la BCE, per contrastare l’inflazione, dovrà continuare ad alzare i tassi, causando un ulteriore incremento dei costi di finanziamento e pressioni sulla domanda. Ciò significa che la BCE si troverà di fronte a un dilemma politico più marcato: stringere ancora la politica monetaria può aiutare a frenare l’inflazione, ma rischia di indebolire ulteriormente la crescita.
Pertanto, i fattori che hanno finora spinto al rialzo i rendimenti obbligazionari europei potrebbero in futuro trasformarsi in forze di contenimento. Non appena il focus degli investitori si sposterà da "l’inflazione costringe la banca centrale ad alzare i tassi" a "gli alti tassi e gli shock energetici pesano sull’economia", le scommesse su ulteriori rialzi della BCE potrebbero diminuire.
La guerra in Iran resta la principale incognita, i rischi inflazionistici USA non vanno sottovalutati
Shah avverte però che nemmeno gli Stati Uniti possono evitare del tutto gli effetti dello shock energetico. Con il conflitto in Iran in corso, i rischi legati all’aumento dei prezzi del petrolio restano elevati.
A suo avviso, con le elezioni di midterm statunitensi sempre più vicine, Teheran potrebbe avere una motivazione più forte ad allargare il conflitto, includendo azioni contro il traffico commerciale e le infrastrutture energetiche in Medio Oriente. Qualora il conflitto dovesse degenerare ulteriormente, le forniture globali di petrolio e gas naturale potrebbero essere seriamente compromesse e i prezzi energetici continuerebbero a salire, incrementando ulteriormente le pressioni inflazionistiche negli USA. Secondo Citadel Securities, la valutazione sui mercati obbligazionari di Europa e Stati Uniti non si fonda sull’idea che il rischio di inflazione sia cessato per l’Europa, bensì sulla convinzione che l’economia europea abbia maggiore difficoltà a reggere uno scenario di shock energetico combinato a tassi elevati. Gli Stati Uniti, invece, grazie al settore energetico interno e al boom degli investimenti nell’AI, dispongono di maggiore flessibilità sia in termini di politiche che di crescita.
Questo significa anche che, dopo la recente ondata di vendite globali di bond, i percorsi dei tassi di interesse in Europa e negli Stati Uniti potrebbero divergere: in Europa, ulteriori aumenti dei rendimenti potrebbero essere limitati dalla debolezza della crescita e dai rischi di stagflazione, mentre negli USA, se l’economia continuerà a mostrare resilienza e i prezzi energetici rimarranno elevati, i rendimenti Treasury potrebbero affrontare una pressione al rialzo più duratura.
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