Durante il crollo delle azioni dei chip, il "software di sicurezza informatica" sale su tutta la linea, CrowdStrike e Palo Alto Networks raggiungono nuovi massimi.
CrowdStrike è aumentata del 13,8% in un solo giorno, raggiungendo un nuovo massimo storico, mentre Palo Alto Networks è salita del 13%. L’ETF software ha superato l’ETF dei semiconduttori di oltre 10 punti percentuali in un solo giorno, segnando la più grande differenza della storia. Secondo le analisi, indipendentemente dalla rapidità dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, la domanda di sicurezza è destinata a crescere; i capitali si stanno spostando rapidamente dall’hardware di calcolo verso il software di sicurezza. Settori come la gestione delle identità e la governance dei dati saranno i primi a beneficiare di questa tendenza.
L’avvertimento sulla sicurezza dell’AI ha causato una divergenza interna all’interno del settore tecnologico: l’ETF della cybersicurezza ha superato quello dei semiconduttori di oltre 10 punti percentuali in un solo giorno, segnando il maggior divario mai registrato.
Lunedì, CrowdStrike ha chiuso la giornata in rialzo del 13,8%, raggiungendo un nuovo massimo storico; Palo Alto Networks è balzata del 13%, segnando il maggior rialzo giornaliero dall’aprile 2025; Fortinet ha chiuso in rialzo del 9%. Tutti e tre i titoli sono stati tra i maggiori guadagni della giornata nell’S&P 500. In precedenza, Dario Amodei, CEO di Anthropic, aveva pubblicato un avvertimento sul ritmo troppo rapido di sviluppo dell’AI e sui rischi di perdita di controllo, una posizione che ha avuto un impatto negativo sui titoli dei chip, ma che, sorprendentemente, è diventata un forte catalizzatore per il settore della sicurezza informatica.
Questa ondata ha portato il comparto software, rispetto a quello dei chip, a una divergenza storica. Secondo i dati di Dow Jones Markets, l’ETF iShares del settore software tecnologico ha sovraperformato in una sola giornata l’ETF iShares dei semiconduttori di 10,67 punti percentuali, segnando la più ampia sovraperformance giornaliera mai registrata. Gli analisti ritengono che il segnale di mercato sia chiaro: con la narrazione sull’AI sotto esame, i capitali si spostano rapidamente dall’hardware di calcolo al software di sicurezza.
Avvertimento di sicurezza sull’AI scatena la divergenza dei settori
In un post sul blog, Amodei ha illustrato nel dettaglio le sue preoccupazioni sull’“auto-miglioramento ricorsivo” (RSI) nell’AI, ovvero la possibilità che i modelli di AI, una volta dotati della capacità di auto-allenarsi e iterare, possano provocare uno sviluppo delle capacità fuori controllo.
Ha inoltre menzionato il recente attacco da parte di un agente AI di OpenAI al portale di modelli open-source Hugging Face, e ha invitato i principali attori del settore a rallentare e a dare priorità al progresso sicuro dell’AI. Sia Sam Altman, CEO di OpenAI, sia Elon Musk, CEO di Tesla e SpaceX, hanno pubblicamente espresso il loro sostegno alla posizione di Amodei.
Questo avvertimento ha direttamente colpito i titoli dei chip, altamente sensibili alla domanda di calcolo per l’AI, ma il mercato ha immediatamente puntato su un’altra logica: indipendentemente dal ritmo di sviluppo dell’AI, la domanda di sicurezza può solo crescere.
Più cresce l’AI, più la spesa per la sicurezza diventa imprescindibile
Secondo Marketwatch, l’analista di Evercore ISI Kirk Materne ha dichiarato in un rapporto di lunedì ai clienti che, a prescindere dalla velocità con cui gli agenti AI vengono adottati dalle aziende, “questi agenti necessitano comunque di essere protetti, gestiti e monitorati”, il che manterrà il “contesto di domanda strutturale per la cybersicurezza e determinati nomi infrastrutturali”, anche nel caso in cui il ritmo di addestramento delle AI rallenti.
Materne aggiunge che, “un maggior scrutinio sulla sicurezza dell’AI potrebbe spingere le aziende a dedicare più attenzione alla gestione delle identità, alla governance dei dati, all’osservabilità e alle aree della sicurezza.” Secondo lui, Okta, SailPoint, Palo Alto Networks e CrowdStrike saranno i primi a trarne vantaggio, vista la tendenza delle aziende a porre il software per la sicurezza identitaria tra le priorità di investimento.
Ha anche sottolineato che le aziende della cybersicurezza stanno accelerando la collaborazione con i laboratori di AI, specialmente nell’ambito della sicurezza in tempo reale (run-time security), ossia la protezione in tempo reale dei sistemi in funzione.
Tra tutti i titoli della cybersicurezza, Materne ritiene che Palo Alto Networks e CrowdStrike siano “meglio posizionate per continuare a captare la crescente spesa in sicurezza”, grazie alla loro capacità unica di “fornire visibilità e capacità di risposta integrate su tutto lo stack di sicurezza”.
Secondo le notizie, l’analista di Jefferies Joseph Gallo ha affermato nel suo rapporto che, sebbene lo slancio di mercato per la sicurezza degli agenti AI stia aumentando, si trova ancora in una fase iniziale. Prevede che “i primi segnali” si vedranno più avanti quest’anno, mentre “un contributo sostanziale” si avrà solo dal 2027 in avanti.
Anche Gallo guarda con favore agli operatori della sicurezza identitaria come primi beneficiari, poiché questo segmento presenta “alta visibilità nella domanda” e l’adozione di agenti AI sta accelerando la diffusione dei prodotti correlati.
Vale la pena notare che, Gil Luria, Managing Director di D.A. Davidson, concorda sulla presenza di rischi relativi alla sicurezza dell’AI, ma propone una strategia diversa per affrontarli. Nel suo report, afferma che il modo corretto per le aziende di fronteggiare le minacce alla sicurezza dell’AI è “rafforzare la base del codice” — cioè incrementare le capacità intrinseche del software di resistere agli attacchi, invece di rallentare lo sviluppo dell’AI.
Secondo Luria, Microsoft, Amazon e Google, grazie all’ampia base di clientela, rappresentano le “candidature ideali” per guidare questa direzione. Questo punto di vista si integra con quello di Materne e Gallo: indipendentemente dal percorso scelto dal settore, il ruolo centrale della cybersicurezza rimarrà indiscusso.
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