La Casa Bianca critica la decisione della Fed di aumentare i tassi di interesse definendola "abbastanza deplorevole", Trump sollecita una riduzione dei tassi al di sotto dell'1%
Il portavoce della Casa Bianca, Kush Desai, ha dichiarato: "Dal punto di vista del governo, la decisione della Federal Reserve di aumentare i tassi di interesse oggi è piuttosto deludente e non ha una particolare giustificazione economica convincente." Alla domanda se il presidente Trump creda ancora nell'indipendenza del presidente della Federal Reserve, Desai ha risposto: "Certamente."
Dopo che la Federal Reserve ha annunciato un aumento del tasso di interesse di riferimento, la Casa Bianca e Trump stesso hanno quasi simultaneamente espresso una forte risposta; la Casa Bianca ha definito questa decisione “piuttosto sfortunata (Rather Unfortunate)”, mentre Trump ha nuovamente sollecitato la Federal Reserve ad abbassare i tassi rapidamente.
Il 16 settembre, il portavoce della Casa Bianca Kush Desai ha dichiarato in un’intervista a Fox News che la posizione del Presidente Trump sulla direzione dei tassi d’interesse “non potrebbe essere più chiara”, e che, secondo la Casa Bianca, questo rialzo deciso dalla Federal Reserve “non ha basi economiche particolarmente convincenti”.
Desai ha inoltre affermato che l’attuale inflazione deriva interamente dallo shock dell’offerta energetica causato dalla guerra in Medio Oriente, “e non ha nulla a che vedere con i tassi d'interesse”. Tassi d’interesse più elevati aumenteranno i costi dei mutui, creando una pressione diretta sui consumatori americani e potrebbero limitare gli investimenti aziendali e l’espansione economica.
Trump, invece, ha dichiarato sui social media che i tassi d’interesse negli Stati Uniti dovrebbero scendere all’1% o anche meno, sollecitando nuovamente la Federal Reserve ad abbassare rapidamente i tassi.

Secondo quanto riportato da Wall Street Visione, nella riunione la Federal Reserve ha approvato all’unanimità l’aumento del tasso di riferimento di 25 punti base, e il dot plot indica che quest’anno ci sarà probabilmente un altro rialzo.
Casa Bianca: Rialzo dei tassi non necessario e rischia di vanificare i progressi economici
Desai ha posto un interrogativo diretto sulla necessità di questo rialzo dei tassi.
Ha sottolineato che, dalla scorsa riunione del Federal Open Market Committee, quasi tutti gli indicatori mostrano un calo dell’inflazione; le pressioni sui prezzi attuali derivano principalmente da shock di offerta energetica causati dai conflitti geopolitici in Medio Oriente, e non da una domanda eccessiva.
Desai ha anche confrontato l’attuale situazione con il periodo di amministrazione Biden, evidenziando:
Questa non è l’epoca di Biden. Il Presidente e i repubblicani non hanno speso migliaia di miliardi di dollari in stimoli per il Covid come hanno fatto i democratici con Biden. Non abbiamo una domanda aggregata fuori controllo che necessiti di essere soppressa con tassi elevati.
La Casa Bianca ha inoltre avvertito che una stretta monetaria prolungata metterebbe a rischio i progressi economici ottenuti durante l’amministrazione Trump. Desai ha dichiarato:
Tassi di interesse più elevati al momento ostacolerebbero soltanto i grandi progressi realizzati dagli Stati Uniti durante il mandato presidenziale.
Desai ha menzionato in particolare che l’aumento dei tassi ipotecari avrà un impatto diretto sui consumatori americani comuni.
Alla domanda se il Presidente Trump crede ancora nell’indipendenza del Presidente della Federal Reserve, Desai ha risposto:
Certo.
Rendimento dei Treasury USA sopra il 5%, Trump chiede tassi sotto l’1%
Trump ha ulteriormente dettagliato la sua richiesta di taglio dei tassi sui social media, chiedendo che scendano all’1% o anche meno. Ha motivato questa proposta sostenendo che gli Stati Uniti hanno il credito più forte a livello globale e che l’attuale economia sta attirando nuovi investimenti su larga scala.
Trump ha collegato la richiesta di taglio dei tassi anche alle sue posizioni commerciali: secondo lui, se gli Stati Uniti smettessero di commerciare con i Paesi con cui hanno un deficit commerciale, il Paese otterrebbe almeno 1.500 miliardi di dollari di benefici ogni anno, ed ha dichiarato che “il deficit” equivale essenzialmente a “perdita”, una situazione in cui gli USA continuano a sostenere i costi del commercio globale non può continuare.
Secondo lui, ridurre il costo del credito aiuterebbe lo sviluppo economico degli Stati Uniti.
Dopo la decisione della Federal Reserve sui tassi, il rendimento dei Treasury decennali USA è tornato sopra il 5%, avvicinandosi ai massimi dal 2007.

Il boom dei rendimenti dei titoli di stato sta aumentando i costi del credito per l’economia americana e potrebbe incidere sulle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve, ma secondo gli analisti, la Fed non risponderà a nessuna richiesta esplicita di salvataggio dei mercati proveniente dall’amministrazione Trump.
Secondo Lou Crandall, capo economista di Wrightson ICAP, il presidente Fed Walsh “tiene molto alla credibilità della Federal Reserve e alla propria reputazione”; le recenti operazioni di mercato del Tesoro USA hanno già compromesso la credibilità del Tesoro, e Walsh “non vorrà che la Fed venga trascinata in questa situazione, visto che l’esposizione al rischio della Fed è addirittura superiore a quella del Tesoro”.
Mark Sobel, presidente USA presso l’OMFIF Monetary Policy Institute e già funzionario del Tesoro sia in amministrazioni repubblicane che democratiche, ha dichiarato che il Governo USA “teoricamente potrebbe spingere la Federal Reserve verso una forma di quantitative easing o di controllo della curva dei rendimenti, in sostanza per ricercare un finanziamento pubblico a basso costo e una repressione finanziaria”, ma ritiene anch’egli che Walsh opporrebbe resistenza.
In precedenza, il Segretario al Tesoro USA, Bassent, ha adottato una postura di intervento attivo insolita cercando di contenere quelli che riteneva rendimenti in crescita ingiustificati rispetto alle prospettive economiche statunitensi, incluso l’allargamento della scorsa settimana di un’operazione chiave di riacquisto del debito.
Tuttavia, tali misure hanno avuto effetti limitati. Martedì passato, in un’audizione al Congresso, Bassent ha attribuito l’aumento dei rendimenti a “fattori globali” e ha definito l’ampliamento delle operazioni di riacquisto un “successo”.
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