L'S&P 500 conclude il periodo più lungo di calma degli ultimi sei anni, con un calo superiore all'1% per la prima volta dopo 53 giorni di trading; diminuisce il trading basato sull’intelligenza artificiale
Il principale motivo del calo delle azioni statunitensi di mercoledì è stato il CPI statunitense di settembre superiore alle aspettative, combinato con il rischio di credito nel settore AI. Questo calo ha avuto un impatto particolarmente negativo sui fondi quantitativi, che avevano continuato ad aumentare le posizioni in un contesto di volatilità estremamente bassa; l’interruzione di questo periodo di stabilità ha generato pressione per un aggiustamento delle posizioni. Al momento, l’intensità del declino rimane moderata: il VIX si aggira intorno a 17, al di sotto della soglia di 20 che solitamente segnala una significativa pressione di mercato.
Il periodo più lungo di calma nei mercati azionari USA è terminato, con i giganti tecnologici in testa ai ribassi, mentre il mercato risente sia della pressione dell'inflazione che dei rischi di credito.
L'indice S&P 500 è sceso dell'1,1% mercoledì, ponendo fine al periodo di tranquillità più lungo dal gennaio 2020, durato 53 sessioni senza un ribasso giornaliero superiore all'1%. Questo calo è stato determinato da due fattori principali: l'aumento dell'indice CPI statunitense di settembre superiore alle attese e il crescente scetticismo sulla sostenibilità degli scambi guidati dall'AI.

Il settore tecnologico è stato il primo a subire perdite. L'indice Nasdaq 100 ha subito un crollo del 2% in un solo giorno, registrando la maggiore flessione giornaliera da luglio; l'indice Magnificent Seven, che traccia i "sette giganti tecnologici", ha avuto una performance simile. L'indice dei titoli dei semiconduttori ha registrato la sesta giornata consecutiva di ribassi, con una perdita totale vicina al 12%.
Nel frattempo, le obbligazioni societarie di CoreWeave, fornitore di servizi AI cloud, sono state vendute massicciamente e il prezzo delle sue obbligazioni non garantite con scadenza 2032 è sceso sotto gli 80 centesimi sul dollaro, una soglia che generalmente segnala problemi finanziari per il debitore; il titolo della società è crollato del 15%.
Questo calo ha messo particolarmente in difficoltà i fondi quantitativi guidati da modelli algoritmici. Questi fondi nelle settimane precedenti avevano accumulato rilevanti posizioni azionarie durante la fase di bassa volatilità, e l'improvvisa fine del periodo di calma ha completamente disorientato le loro strategie di portafoglio.
I dati sull'inflazione riaccendono le aspettative di rialzo dei tassi
I dati ufficiali mostrano che a settembre l'indice dei prezzi al consumo (CPI) è cresciuto dello 0,6% su base mensile, al ritmo più rapido da aprile, portando il mercato a una maggiore cautela sulle future mosse della Federal Reserve.
Chris Zaccarelli, Chief Investment Officer di Northlight Asset Management, ha dichiarato che i dati sull'inflazione hanno riacceso i timori di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed. "Il mercato sperava che il taglio dei tassi di settembre fosse un evento isolato, ma i dati di questa mattina rendono molto meno probabile questo scenario."
L'indice Russell 2000 delle small cap, più sensibile ai tassi, ha perso l'1,9%, con una flessione cumulata dell'11% dal picco di agosto. Va sottolineato che, anche se i rendimenti dei Treasury sono inizialmente saliti per poi ritornare ai livelli precedenti dopo la pubblicazione del CPI, il mercato azionario non ha smesso di scendere, a conferma che la pressione di vendita non è dovuta solo all'aumento dei rendimenti.
Scambi AI e rischi di credito colpiscono simultaneamente
La vulnerabilità del mercato è emersa chiaramente mercoledì. La crisi obbligazionaria di CoreWeave ha fatto eco ai ribassi dei tecnologici, lasciando gli investitori senza possibilità di rifugio.
Matt Maley, Chief Market Strategist di Miller Tabak + Co., ha osservato che in precedenza il mercato mostrava una sorta di compensazione tra rischio di credito e titoli tecnologici: "Nei giorni in cui preoccupavano i rischi di credito, i tecnologici si comportavano bene; quando era il tech a preoccupare, la parte credito offriva qualche rassicurazione. Oggi, entrambi i rischi sono esplosi contemporaneamente."
I dati di prezzo Trace sulle obbligazioni CoreWeave mostrano un valore inferiore a 80 centesimi. Questo livello viene normalmente considerato una linea di demarcazione per lo stato di difficoltà finanziaria nel mercato del credito, aggiungendo ulteriore pressione al sentiment di rischio complessivo.
I giganti tecnologici sotto pressione, danni per i fondi quantitativi
Il ribasso concentrato sui grandi nomi tecnologici è il principale tratto distintivo di questa correzione. Tra i "Magnificent Seven", solo Apple ha chiuso in rialzo dello 0,5%, mentre tutti gli altri sono scesi.
Questa fase discendente ha avuto un impatto particolarmente negativo sui fondi quantitativi algoritmici. Questi fondi, che si basano su modelli e regole, avevano continuato ad aumentare le posizioni durante la recente bassa volatilità. La brusca fine della calma ha inflitto una pressione immediata sugli aggiustamenti di portafoglio.
I dati di Deutsche Bank indicano che il divario tra i portafogli dei fondi discrezionali e quelli basati su regole è ora al secondo livello più ampio dal 2020; i primi, per timori legati ai rendimenti dei Treasury e al rischio geopolitico, hanno ridotto le posizioni azionarie al terzo inferiore della gamma storica.
Jonathan Krinsky, Chief Market Technical Analyst di BTIG, ha avvertito: "Abbiamo già visto i titoli dei semiconduttori scendere con il rialzo dei tassi. Se anche i sette giganti tecnologici seguiranno la tendenza, si rafforzerà ulteriormente la nostra idea di un 'ottobre rosso'. "
I ribassi restano contenuti, il mercato non è in zona panico
Al di là di tutto, l'intensità della discesa resta finora moderata. L'indice S&P 500 si trova solo l'1,3% sotto il massimo storico toccato la scorsa settimana, con i 13.000 miliardi di dollari di nuova capitalizzazione accumulati dal marzo scorso sostanzialmente intatti.
L'indice VIX della CBOE, che misura il grado di panico del mercato, rimane intorno a quota 17, ancora inferiore alla soglia 20 che solitamente segnala maggiori tensioni di mercato.
Per gli investitori rialzisti, una continuazione dei ribassi potrebbe attrarre i fondi discrezionali rimasti finora ai margini. Tali fondi sono focalizzati sulle prospettive di crescita economica e sulla qualità degli utili aziendali e, non avendo partecipato ai recenti record dell'azionario, in caso di ulteriore correzione potrebbero tornare ad acquistare sui livelli più bassi.
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