In quattro giorni di contrattazioni, oltre 10 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato evaporati: il rischio di debito di CoreWeave (CRWV.US) scatena una svendita, ma Deutsche Bank lo vede come un'opportunità di acquisto.
Deutsche Bank ritiene che la recente vendita di CoreWeave non sia supportata da fattori fondamentali aziendali sufficienti; il forte ritracciamento del prezzo delle azioni crea invece un'opportunità di acquisto per gli investitori.
Secondo quanto riportato da Finanza Intelligente, il fornitore di servizi di cloud computing con intelligenza artificiale CoreWeave (CRWV.US) questa settimana ha subito un crollo sia delle azioni sia delle obbligazioni, con una perdita di capitalizzazione di mercato superiore ai 10 miliardi di dollari in soli quattro giorni di negoziazione. Questo riflette le crescenti preoccupazioni degli investitori riguardo al peggioramento della situazione creditizia dell’azienda e alla sua modalità di espansione fortemente indebitata. Tuttavia, Deutsche Bank ritiene che la recente svendita di mercato non sia supportata da fattori fondamentali aziendali sufficienti e che il forte ritracciamento dei prezzi delle azioni rappresenti invece un’opportunità di acquisto per gli investitori.
Giovedì, in mattinata, CoreWeave ha visto il proprio titolo crollare fino al 9,5%, ma ha chiuso la seduta cancellando tutte le perdite e guadagnando il 5,94%. Contestualmente, gli indicatori che misurano il rischio di credito dell’azienda hanno raggiunto i massimi storici e il prezzo delle sue obbligazioni high yield è ulteriormente sceso. In precedenza, mercoledì le obbligazioni CoreWeave erano già scese a livelli generalmente considerati segnale di difficoltà finanziarie dell’emittente, alimentando i timori del mercato sulla capacità di rimborso del debito e sulle prospettive di finanziamento future della società.
Ciononostante, l’analista di Deutsche Bank Brad Zelnick ha dichiarato in un report ai clienti pubblicato giovedì che, sebbene molteplici fattori abbiano contribuito alla forte svendita delle azioni e delle obbligazioni CoreWeave nell’ultima settimana, la banca trova difficile identificare elementi specifici aziendali che giustifichino un aggiustamento così marcato dei prezzi.
Zelnick sottolinea che le attuali valutazioni di mercato trascurano la pregiata base clienti di CoreWeave, la comprovata capacità di esecuzione aziendale, la capacità di trasformare gli ordini accumulati in ricavi e la performance di infrastruttura leader del settore. Secondo Zelnick, questi punti di forza non sono stati alterati in modo sostanziale dalle recenti turbolenze del mercato creditizio, mantenendo quindi la valutazione di “acquisto” sulle azioni CoreWeave.
Per quanto riguarda il tema del finanziamento, su cui si concentra maggiormente il mercato, Deutsche Bank riconosce che CoreWeave dovrà ancora raccogliere ulteriore capitale in futuro, a sostegno dei data center AI e delle relative infrastrutture. Tuttavia, secondo la banca, la consistente lista di ordini arretrati dei clienti offre un sostegno notevole per eventuali finanziamenti, e le nuove risorse potranno essere raccolte a un ritmo relativamente stabile, senza che CoreWeave sia costretta a ricorrere in breve tempo a finanziamenti di larga scala.
Secondo Deutsche Bank, il mercato potrebbe aver amplificato eccessivamente il rischio di finanziamento di CoreWeave, sottovalutando invece il supporto dato dai contratti in essere e dall’efficace capacità esecutiva dell’azienda.
Va evidenziato che il CEO di Nvidia (NVDA.US), Jensen Huang, giovedì ha pubblicamente espresso la propria fiducia nella situazione finanziaria di CoreWeave. Huang ha affermato che la solidità finanziaria di CoreWeave è in costante miglioramento e che il costo del finanziamento sta, in realtà, diminuendo. Ha inoltre sottolineato che attualmente non ritiene necessario che Nvidia fornisca ulteriori garanzie finanziarie a CoreWeave, poiché la posizione della società si sta rafforzando costantemente.
In qualità di importante fornitore e azionista di GPU per CoreWeave, Nvidia è strettamente legata allo sviluppo aziendale di quest’ultima. Le dichiarazioni di Huang sono state lette proprio come una risposta alle recenti preoccupazioni del mercato riguardo al rischio di credito.
Tuttavia, il giudizio ottimista di Huang sulle condizioni di finanziamento di CoreWeave contrasta nettamente con i segnali provenienti dal mercato obbligazionario e dai derivati sul credito. Con gli indicatori del rischio di credito di CoreWeave ai massimi storici, gli investitori obbligazionari chiedono premi di rischio più elevati, a dimostrazione di una divisione ancora evidente sulle reali capacità di finanziamento a lungo termine dell’azienda.
Oltre alle problematiche di finanziamento proprie di CoreWeave, il mercato inizia inoltre a preoccuparsi della sostenibilità dell’attuale corsa agli investimenti nelle infrastrutture AI.
L’istituto di ricerca Gartner ha recentemente avvertito che il ritmo attuale nella costruzione di infrastrutture AI potrebbe aver già superato la capacità dei ricavi associati di sostenere tali investimenti, con il rischio che molti investimenti non riescano in futuro a recuperare i costi. Secondo Gartner, entro il 2030 oltre 3.500 miliardi di dollari di spesa correlata all’AI potrebbero essere soggetti a rischi di svalutazione degli asset.
L’istituto ritiene che con la continua espansione delle infrastrutture computazionali per l’AI, il settore dovrà affrontare crescenti pressioni sui costi, scarsa differenziazione dei servizi e una competizione più intensa. Particolarmente significativo è il fatto che Gartner prevede che, entro il 2030, oltre l’80% dei nuovi fornitori di servizi cloud AI non sarà in grado di continuare a operare come aziende indipendenti.
Ciò implica che nei prossimi anni il settore del cloud computing AI potrebbe andare incontro a un’ampia fase di consolidamento, con aziende che potrebbero essere acquisite, fuse, o costrette a uscire dal mercato indipendente a causa della competizione e delle pressioni finanziarie. Gartner segnala come questi rischi siano particolarmente acuti per aziende come CoreWeave e NEBIUS (NBIS.US), la cui sostenibilità del modello di business dipende fortemente dalla domanda di potenza di calcolo.
A differenza dei grandi gruppi tecnologici con attività diversificate e flussi di cassa stabili, i fornitori emergenti di cloud AI vedono la propria crescita di fatturato direttamente legata alla domanda di potenza di calcolo nei data center, risultando quindi più sensibili alle variazioni nei prezzi della capacità computazionale, nell’utilizzo delle infrastrutture e nei costi di finanziamento.
Il recente crollo sulle azioni e le obbligazioni di CoreWeave evidenzia una revisione da parte degli investitori delle logiche di investimento nelle infrastrutture AI.
Da un lato, la domanda crescente per l’addestramento e l’inferenza dei modelli AI offre ai fornitori specializzati di servizi cloud l’opportunità di espandere il proprio business. CoreWeave vanta importanti clienti e consistenti ordini arretrati: secondo Deutsche Bank, questi vantaggi sono sufficienti a sostenere i futuri finanziamenti e la crescita della società. Dall’altro lato, la costruzione di data center AI richiede investimenti di capitale continui e ingenti, mentre l’incertezza riguardo ai costi del debito, alla concorrenza nei servizi di calcolo e ai ritorni sugli investimenti rischia di mettere in discussione la redditività a lungo termine di molte nuove realtà cloud.
Le posizioni di Deutsche Bank e Gartner su questo punto non potrebbero essere più distanti: la prima ritiene che il recente ribasso delle azioni CoreWeave abbia ampiamente superato quanto giustificato dai fondamentali, configurandosi come un’opportunità d’acquisto; la seconda avverte che l’intero settore emergente del cloud AI potrebbe dover affrontare una profonda ristrutturazione e forti pressioni di consolidamento.
Con gli indicatori del rischio di credito di CoreWeave in continua ascesa, il focus degli investitori sarà ora rivolto alla capacità dell’azienda di ottenere nuovo capitale a costi sostenibili, convertire gli ordini arretrati in ricavi effettivi e verificare se la continua crescita nella domanda di AI sarà in grado di garantire sufficienti ritorni sugli investimenti nelle infrastrutture su larga scala.
Per CoreWeave, la stabilità futura del prezzo delle azioni dipenderà non solo dalla persistenza della forte domanda AI, ma anche dalla capacità dell’azienda di dimostrare che il proprio modello di crescita a forte intensità di capitale è effettivamente sostenibile nel lungo periodo.
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