I server AI sono una festa o una bolla di valutazione? Evercore ISI abbassa il rating di HPE.US a "in linea con il mercato", il prezzo delle azioni crolla di oltre il 10%
Evercore ISI ha abbassato il rating di HPE.US da "outperform" a "perform in linea con il mercato", motivando la decisione con il fatto che, dopo il significativo aumento del prezzo delle azioni, il rapporto rischio-rendimento è diventato più equilibrato.
L'app di informazione finanziaria Zhitong ha notato che il titolo della società di infrastrutture tecnologiche aziendali Hewlett Packard Enterprise (HPE.US) è crollato di quasi l'11% lunedì. Il titolo è sceso di 6,68 dollari, chiudendo a 55,41 dollari, dopo che Evercore ISI ha abbassato il suo rating da "outperform" a "in linea con il mercato", affermando che, dopo il significativo aumento del prezzo azionario, il rapporto rischio/rendimento si è equilibrato.
Questa flessione è avvenuta dopo che nella seduta precedente Hewlett Packard Enterprise aveva appena registrato un rialzo di oltre il 12%, inserendosi in una serie di scambi volatili recenti.
Evercore ISI ha recentemente abbassato il rating di Hewlett Packard Enterprise da "outperform" a "in linea con il mercato", ritenendo che, dopo il recente rialzo, il rapporto rischio/rendimento sia diventato più equilibrato. L'istituto mantiene un target price di 65 dollari e sottolinea che i progressi nell'integrazione di Juniper, il miglioramento dei margini e la possibile domanda correlata a Helios sono tutti fattori che potrebbero portare a una visione più positiva.
Il 2 settembre, la società ha comunicato un utile per azione non-GAAP di 1,11 dollari e ricavi per 12,2 miliardi di dollari, entrambi superiori alle stime degli analisti. Il management ha inoltre rivisto al rialzo le prospettive di crescita dei ricavi per l’esercizio 2027 al 13%-17% e prevede un free cash flow di almeno 5 miliardi di dollari.
Durante la conference call sui risultati, il management ha anche evidenziato che le restrizioni sull'offerta di memoria e di capacità produttiva dei wafer dovrebbero persistere, e ha affermato che, con l'aumento del peso del cloud e dell'AI, il margine lordo tornerà ai livelli storici.
Nei due settimane successive alla pubblicazione del report trimestrale, Wall Street ha rapidamente aggiornato i propri rating su Hewlett Packard Enterprise. Nell’ultimo mese, almeno 13 banche d'investimento hanno modificato il target price o il giudizio sulla società di infrastrutture tecnologiche, con un raro "allungamento sulle due estremità": Bank of America ha portato il target price a 88 dollari, nuovo massimo per la piazza, mentre Wells Fargo lo ha ridotto a 54 dollari, il minimo tra gli analisti. Il divario tra 88 e 54 evidenzia la controversia del mercato tra l'entusiasmo per i server AI e le preoccupazioni sui margini di profitto.
Il fronte rialzista: il portafoglio ordini è la miglior argomentazione
La prima reazione post-earnings è stata praticamente unilaterale e ottimista. Simon Leopold di Raymond James ha aumentato da 74 a 86 dollari il target price, mantenendo il rating "buy", citando la persistente forza dei server AI e il miglioramento del contributo dei server tradizionali e dello storage. Wamsi Mohan di Bank of America è stato ancora più aggressivo: il 31 agosto ha alzato il target price da 80 a 82 dollari, portandolo a 88 dollari il giorno dopo la pubblicazione dei risultati, dichiarandosi ottimista sul potenziale di crescita trainata dall’AI e di espansione dei margini. Tim Long di Barclays ha portato il target da 67 a 79 dollari, sottolineando che i risultati sopra le attese del terzo trimestre sono derivati sia dalla domanda di server sia dal miglioramento sia dei prezzi sia dei margini.
Asiya Merchant di Citi ha alzato il target price da 74 a 76 dollari, sottolineando il ruolo determinante delle attività AI di inferenza e dei carichi di lavoro agent-based nell’incremento del portafoglio ordini standardizzato di HPE del 42%, ed evidenziando che il miglioramento del cash flow permetterà all’azienda di aumentare la restituzione di valore agli azionisti a partire dal quarto trimestre. Deutsche Bank, Truist, JP Morgan, Argus hanno tutti rivisto al rialzo o mantenuto il giudizio "buy", con target price concentrati tra i 68 e i 70 dollari. Morgan Stanley ha mantenuto il rating "overweight", ritoccando leggermente il target tra i 67 e i 69 dollari—rating già alzato da "equal-weight" dallo scorso agosto.
Il fronte prudente: non si tratta di non essere ottimisti, si tratta della rapidità del rialzo
Sul fronte opposto, i movimenti sono stati altrettanto numerosi, ma in genere si sono tradotti in "tagli di target senza riduzione del rating". Aaron Rakers di Wells Fargo è stato il più deciso, abbassando il target price da 67 a 54 dollari e mantenendo il giudizio "in linea col mercato", il più basso tra tutti gli analisti. Piper Sandler ha ridotto il target a 57 dollari, UBS a 59, Susquehanna a 62, tutte mantenendo un rating "neutral" o "hold"; KeyBanc ha anch'essa confermato il giudizio hold. E proprio lunedì, Evercore ISI ha fatto un ulteriore passo, abbassando il rating da "outperform" a "in linea con il mercato", causando un crollo giornaliero di HPE di quasi l’11% fino a 55,41 dollari—l’ultimo esempio di questa divergenza tra i rating.
La logica dei prudenti è semplice: il titolo HPE è salito di circa il 118% da inizio anno, e il rapporto rischio/rendimento si è ormai ristretto sensibilmente. Anche il management, durante la conference call, ha ammesso che le restrizioni sull’offerta di memoria e wafer continueranno; e che, con l’aumento della quota Cloud & AI, i margini lordi torneranno su livelli storici. In altre parole, la crescita dei volumi AI è reale, ma la crescita dei margini non è affatto garantita.
Sommando i dati di TipRanks e MarketBeat, tra gli 18 analisti che coprono HPE, 12 raccomandano "buy", 1 "strong buy", 5 "hold", nessuno "sell"; il rating di consenso è "moderate buy" e il target price medio è di 69,44 dollari, ancora circa il 16% sopra le quotazioni attuali.
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