Bitcoin supera gli 85.000 dollari raggiungendo il massimo da otto mesi: il fallimento legislativo diventa catalizzatore, i capitali tornano dalle IA alle criptovalute
Bitcoin ha superato gli 85.000 dollari, raggiungendo il massimo degli ultimi otto mesi. Hougan, Chief Investment Officer di Bitwise, ha dichiarato che l'"inverno crypto" è finito e che la "primavera crypto" è arrivata. Hougan ritiene che il miglioramento continuo dei fondamentali, insieme al ritorno dei capitali dell'intelligenza artificiale nel mercato crypto, potrebbe rendere questo ciclo il più forte e lungo bull market di sempre. Dal punto di vista tecnico, i 90.000 dollari saranno la soglia chiave per testare la solidità del trend.
Bitcoin supera gli 85.000 dollari, raggiungendo il massimo degli ultimi otto mesi. Nonostante le difficoltà legislative sulla regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti, gli asset digitali non sono rimasti sotto pressione ma hanno invece recuperato rapidamente terreno; al punto che il CIO di Bitwise, Hougan, ha dichiarato che il "cripto-inverno" è terminato e il mercato è entrato nella "primavera delle criptovalute".

Hougan afferma chiaramente che il "cripto-inverno" durato quasi un anno è giunto al termine e prevede che questa potrebbe diventare la fase rialzista più forte e duratura nella storia delle criptovalute.
Negli ultimi 5 giorni, Bitcoin è salito di oltre il 7% e negli ultimi 3 mesi ha registrato un incremento vicino al 35%. Dal punto di vista tecnico, gli analisti di BTIG ritengono che finché il supporto vicino ai 75.000 dollari verrà mantenuto, i rialzisti potranno spingersi ulteriormente verso l’area dei 90.000 dollari.
Questo rimbalzo avviene nel contesto in cui il “Digital Asset Market Clarity Act” non è riuscito a superare la votazione procedurale al Senato, rompendo così la semplice logica "fallimento legislativo uguale notizia negativa". Il mercato ha iniziato a rivalutare l’effettivo impatto dell’incertezza regolamentare.
Fallimento legislativo non arresta il rimbalzo
Secondo quanto riportato da Voci di Wall Street, la settimana scorsa il “Digital Asset Market Clarity Act” non ha superato la votazione procedurale al Senato, raccogliendo 49 voti favorevoli e 50 contrari, al di sotto della soglia dei 60 necessari per proseguire l’iter.
Il progetto di legge mirava a creare un quadro regolamentare più completo per il mercato statunitense degli asset digitali, chiarendo la divisione di competenze tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), ed è stato considerato dall’industria delle criptovalute una delle normative più importanti degli ultimi anni.
Le divergenze su temi come conflitto di interessi dei funzionari governativi, ricompense per le stablecoin e impatto sul settore bancario rappresentavano i principali punti di discussione nei negoziati. Dopo la pubblicazione del risultato della votazione, Bitcoin e alcune azioni legate alle criptovalute sono inizialmente scese, per poi recuperare rapidamente terreno.
Secondo Hougan, sebbene il “Clarity Act” non sia passato, SEC e CFTC possono ancora basarsi sulle attuali competenze per stabilire regole nel breve termine: il fallimento legislativo non implica necessariamente un peggioramento dell’ambiente regolamentare.
Anche Michael Saylor, presidente di Strategy, ha definito lo stop al progetto di legge come un “punto di svolta positivo” per il settore degli asset digitali, sostenendo che il settore, invece di accettare restrizioni che potrebbero diventare permanenti, dovrebbe sfruttare il quadro attuale per ottenere regole più vantaggiose. Nei prossimi due anni, il compito più importante sarà quello di ampliare l’effettiva adozione dei prodotti di finanza digitale.
Flussi di capitale ritornano dall’AI: la logica della primavera crypto
Per Hougan, la conclusione del “cripto-inverno” non si basa semplicemente sul rimbalzo dei prezzi, ma sulla divergenza tra prezzi e fondamentali.
Egli sottolinea che, nonostante il calo dei prezzi degli asset cripto nell’ultimo periodo, i fondamentali del settore non sono peggiorati in modo corrispondente: le attività on-chain sono aumentate e istituzioni finanziarie come BlackRock hanno aumentato la loro presenza nei mercati degli asset digitali, dando origine a uno scenario in cui i prezzi subiscono cicli di ribasso mentre i fondamentali si rafforzano strutturalmente.
Secondo le sue previsioni, i prezzi degli asset cripto potrebbero allinearsi meglio con i fondamentali più avanti nel corso dell’anno.
Di particolare rilevanza è la variazione nei flussi di capitale. Hougan afferma che gli investitori stanno spostando nuovamente l’attenzione dalle azioni AI verso le criptovalute. Ha aggiunto che la precedente ondata speculativa sull’AI “ha praticamente assorbito tutta l’attenzione del mercato. Qualsiasi investitore orientato al momentum si è concentrato sull’AI. Ora, con il raffreddamento dell’entusiasmo sull’AI, si osserva un ritorno di capitale verso il mercato delle criptovalute”.
Se questa valutazione fosse corretta, significa che la spinta dell’attuale rialzo di Bitcoin si è spostata da sole motivazioni di copertura o attese politiche a una più generale riallocazione degli asset, con la riduzione della “congestione” sulle azioni AI che libera nuovi flussi in favore delle criptovalute.
Area dei 90.000 dollari: il prossimo livello chiave da monitorare
In un’ottica di lungo periodo, Bitcoin non ha ancora completato l’uscita dalla precedente fase di correzione.
Bitcoin aveva segnato un massimo storico di circa 126.000 dollari lo scorso ottobre, per poi dimezzarsi e scendere fino a circa 57.600 dollari all’inizio di luglio di quest’anno; malgrado il forte rimbalzo recente, il prezzo attuale resta ancora circa un terzo sotto il massimo storico.
Ciò suggerisce che il rimbalzo in atto rappresenti piuttosto una ripresa da una correzione profonda, piuttosto che la conferma di una nuova fase di massimi storici. Secondo gli analisti, la capacità o meno di sfondare con decisione l’area dei 90.000 dollari rappresenterà il vero banco di prova per la “primavera crypto”:
- Se il prezzo incontrasse resistenza e ritracciasse vicino ai 90.000 dollari, il mercato potrebbe dover rivedere la sostenibilità della rotazione di capitali;
- Se invece il livello venisse superato con alti volumi, ciò rafforzerebbe ulteriormente l’ipotesi di Hougan circa la “più forte e lunga fase rialzista della storia”.
Per il futuro, sarà importante monitorare il percorso dei tassi d’interesse della Federal Reserve e i rendimenti sul lungo termine dei Treasury americani, poiché restano le principali variabili macro che influenzano la valutazione degli asset cripto.
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