Il Partito Repubblicano respinge le teorie sul pericolo dell'IA, mentre il Partito Democratico mette in discussione l'influenza delle "grandi aziende" sulle politiche dell'IA del governo Trump e richiede la divulgazione del processo di modifica del quadro normativo.
Un senatore repubblicano ha scritto una lettera al CEO di Anthropic, avvertendolo di non adottare un atteggiamento "allarmista" nei confronti dell’intelligenza artificiale, esortandolo invece a sottolineare il potenziale dell’AI nel migliorare la vita dei cittadini, rafforzare la sicurezza nazionale e affrontare le minacce legate all’AI. Due senatori democratici, invece, hanno scritto al Segretario del Tesoro degli Stati Uniti e ad altri alti funzionari governativi, chiedendo di chiarire se i giganti della tecnologia abbiano influenzato, attraverso attività di lobbying, il processo di revisione del quadro normativo sull’AI tra maggio e giugno di quest’anno e di rendere pubblica la comunicazione tra le aziende e il governo.
Una lettera resa pubblica martedì 6 ottobre, ora della costa orientale degli Stati Uniti, mostra che le senatrici democratiche Elizabeth Warren e Richard Blumenthal hanno scritto questa settimana al Segretario al Tesoro Besent e al Segretario al Commercio Lutnick, insieme ad altri alti funzionari dell'amministrazione Trump, chiedendo chiarimenti se i giganti tecnologici abbiano influenzato la politica governativa di regolamentazione dell'AI tramite attività di lobbying, e di divulgare i dettagli del quadro normativo e dei meccanismi di test relativi.
Le due senatrici hanno sottolineato nella lettera che l'amministrazione Trump sta “assecondando gli interessi dei CEO delle grandi aziende tecnologiche” invece di affrontare i crescenti rischi per la sicurezza e la sicurezza nazionale posti dai sistemi AI sempre più potenti. Hanno richiesto che il governo “smetta di mettere i profitti aziendali davanti agli interessi del popolo americano”.
Il senatore repubblicano Bernie Moreno, invece, ha inviato una lettera questa settimana al CEO di Anthropic Dario Amodei, mettendo in guardia contro toni “allarmistici” sull’AI. Secondo Moreno, Anthropic sta da una parte preparando la quotazione in borsa e sperando che i cittadini statunitensi possano condividere i profitti della crescita aziendale, ma dall’altra avverte che la sua tecnologia potrebbe portare all’estinzione dell’umanità, mostrando così una contraddizione. Ha sollecitato Amodei a mettere maggiormente in evidenza il potenziale della superintelligenza nell’offrire benefici concreti alla società americana, rafforzando la sicurezza nazionale e fronteggiando le minacce derivanti dall’AI.
Dal quadro normativo obbligatorio a quello volontario: i democratici mettono in dubbio che il “lobbying dei grandi colossi” abbia cambiato le politiche
La lettera si sofferma in particolare sul processo di modifica del quadro regolatorio dell’AI da parte dell’amministrazione Trump tra maggio e giugno di quest’anno.
Warren e Blumenthal affermano che la bozza redatta dall’Ufficio nazionale del direttore per la cybersicurezza (ONCD) a partire da maggio prevedeva una valutazione obbligatoria da parte del governo di 60 giorni per i modelli AI di frontiera, seguita da un periodo di test utenti limitato a 75 giorni; se il modello fosse stato ritenuto ad alto rischio, il governo avrebbe potuto impedirne il rilascio.
Tuttavia, citando fonti giornalistiche, le due senatrici sottolineano che il governo ha trasformato la cornice obbligatoria in un sistema volontario con portata ridotta dopo che dirigenti di Google, Anthropic e OpenAI hanno espresso contrarietà alla bozza. Successivamente, dopo che il CEO di Meta Mark Zuckerberg e il CEO di xAI Elon Musk avrebbero manifestato preoccupazioni a Trump, la finestra di test è stata ulteriormente ridotta da 90 a 30 giorni e infine integrata nell’ordine esecutivo n. 14409 firmato a giugno.
Le senatrici accusano inoltre che il recente “White House Accord on Super Intelligence” promosso dalla Casa Bianca rappresenta anch’esso un’iniziativa di autoregolamentazione guidata dall’industria tecnologica. Nella lettera si cita che Zuckerberg ha avuto un “ruolo centrale” nella formazione dell’accordo, e che il CEO di Nvidia Jensen Huang ha aiutato a ottenere il sostegno di altre aziende. Trump ha definito l’accordo “vincolante dal punto di vista etico”, ma Warren e Blumenthal ribattono che ciò non sostituisce una vera regolamentazione governativa effettivamente vincolante.
Richiesta di pubblicare i registri delle comunicazioni tra aziende e governo
Le due senatrici chiedono al governo di rispondere a una serie di domande entro il 19 ottobre, inclusa la divulgazione di incontri e comunicazioni tra aziende tecnologiche e funzionari governativi riguardanti l’ordine esecutivo 14409, insieme alle diverse versioni delle bozze, e di fornire il questionario composto da 31 domande presumibilmente inviato da ONCD alle imprese, e le relative risposte.
Chiedono inoltre se, nella definizione del quadro regolatorio, il governo abbia consultato organismi di valutazione indipendenti, associazioni di consumatori, gestori di infrastrutture critiche e accademici, ovvero soggetti non del settore, e domandano quali capacità e rischi vengono testati prima della messa in produzione dei modelli AI avanzati, quali sono i parametri di riferimento utilizzati e quali misure intende adottare il governo laddove un modello non superi le prove.
Questa è già la seconda pressione consecutiva esercitata dalle due senatrici nei confronti delle politiche di regolamentazione AI dell’amministrazione Trump. Il 28 settembre avevano già chiesto al Tesoro spiegazioni sul meccanismo segreto e volontario di test per i modelli AI avanzati messo in atto dal governo, domandando anche perché, a seguito dell’episodio degli agenti AI di OpenAI coinvolti in attacchi informatici, non sia ancora stata avviata un’indagine federale sulle aziende interessate.
Il senatore repubblicano critica Anthropic accusandolo di “allarmismo”
È importante sottolineare che il dibattito politico sulla sicurezza dell’AI non rispecchia una semplice divisione tra partiti.
Secondo Axios, il 5 ottobre il senatore repubblicano Moreno ha scritto al CEO di Anthropic Amodei criticandolo per mantenere un atteggiamento “allarmistico” nei confronti dei rischi dell’AI e mettendolo in guardia contro dichiarazioni che possano suscitare isterismi.
Moreno si è soffermato in particolare sul fatto che Anthropic è vicina alla quotazione in borsa, mettendo in luce la contraddizione tra il desiderio di condividere i profitti con i normali investitori americani e gli avvertimenti secondo cui l’AI potrebbe portare all’estinzione dell’umanità. Ha chiesto ad Amodei di porre maggiore enfasi sul potenziale della superintelligenza nel migliorare la vita dei cittadini, rafforzare la sicurezza nazionale e fronteggiare gli attacchi AI. Moreno ha sottolineato inoltre che affrontare i rischi della frontiera AI non significa sospendere lo sviluppo o rinunciare alla leadership tecnologica americana.
Da ciò emerge che il dibattito attuale a Washington sulla politica AI sta mostrando una linea guida sempre più chiara: i democratici temono maggiormente l’eccessiva influenza delle grandi aziende tecnologiche sulle politiche, la regolamentazione insufficiente e i rischi di sicurezza dell’AI, mentre i repubblicani vicini a Trump e una parte del partito sottolineano invece l’esigenza di evitare che il “catastrofismo AI” ostacoli l’innovazione e la competitività americana. Anthropic e Amodei stanno diventando sempre più un punto focale di questa divergenza politica.
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