Il CFO di Western Digital respinge le affermazioni sul picco della domanda di AI: nessun segno di cedimento, se si attenuasse ci aiuterebbe a colmare il gap della domanda.
Il CFO di Western Digital sostiene fortemente la domanda di storage per l’AI, affermando che i principali provider di cloud continuano ad aumentare la spesa in conto capitale e stanno discutendo le esigenze di fornitura per il periodo 2030-2031. Nonostante i risultati trimestrali superiori alle aspettative e l’aumento delle previsioni sugli utili, le spese in conto capitale dell’azienda sono più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, esercitando pressione sul flusso di cassa libero. Ciò ha sollevato preoccupazioni sul ritorno sostenibile degli investimenti nei data center AI, facendo chiudere il titolo in calo di circa il 3% venerdì.
Il Chief Financial Officer di Western Digital si è dichiarato fiducioso sulle prospettive della domanda di storage per l’AI, ma i piani aggressivi di spesa in conto capitale della società hanno sollevato dubbi tra gli investitori, mettendo sotto pressione il titolo venerdì.
Come riportato da Wallstreetcn, durante la conference call del primo trimestre fiscale del 22 ottobre, il CFO di Western Digital, Kris Sennesael, ha affermato che i clienti dei servizi cloud su scala iper non mostrano "alcun segnale di indebolimento": stanno continuando ad aumentare la spesa in conto capitale e stanno discutendo con la società in merito alle esigenze di fornitura per il 2030-2031.
Nonostante i risultati trimestrali abbiano superato le aspettative e le previsioni di utile siano state riviste al rialzo, il deciso aumento dei piani di spesa in conto capitale ha oscurato queste notizie positive, alimentando dubbi tra gli operatori sulla sostenibilità degli investimenti nei data center AI. Venerdì Western Digital ha chiuso in calo di circa il 3%.

Attualmente, il segmento dello storage e altre aree collegate all’AI stanno affrontando pressioni diffuse, mentre aumentano le preoccupazioni su quanto rapidamente gli ingenti investimenti nei data center e nelle infrastrutture di calcolo possano essere trasformati in ritorni concreti.
Deciso aumento della spesa in conto capitale, pressione sul free cash flow
Nell’ultimo trimestre fiscale, Western Digital ha più che triplicato la spesa in conto capitale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, principalmente per espandere la capacità produttiva di hard disk ad alta capacità. Secondo i dati di Bloomberg Industry Research, questa mossa ha ridotto il margine di free cash flow della società di circa tre punti percentuali.
Durante la conference call, Sennesael ha dichiarato che nei prossimi cinque anni si prevede che la spesa in conto capitale rimarrà intorno al 4%-6% dei ricavi, ma nei prossimi due anni la spesa sarà "lievemente superiore" alla media di questo intervallo. Queste dichiarazioni hanno inquietato il mercato, spingendo alcuni investitori a temere una minore flessibilità finanziaria nel breve periodo.
Di fronte allo scetticismo esterno, Sennesael ha difeso l’azienda richiamando la varietà della sua base clienti. Ha sottolineato che i cloud provider su larga scala, le nuove società di servizi cloud e i laboratori all’avanguardia nello sviluppo di modelli AI stanno tutti continuando ad aumentare gli investimenti nello storage.
Ha aggiunto che, anche se la crescita dell’AI dovesse rallentare, ciò potrebbe "aiutare l’azienda a colmare il gap tra domanda e offerta esistente", lasciando intendere che la situazione attuale di domanda superiore all’offerta rappresenta comunque un sostegno per l’azienda.
Tuttavia, l’istituto di ricerca di mercato Vital Knowledge ha sottolineato, nel rapporto post-results, che la questione fondamentale resta: "la spesa nei data center può mantenere questo ritmo e il grande portafoglio di ordini arretrati si trasformerà effettivamente in ricavi reali?"
Dal punto di vista dei risultati, Western Digital si è mostrata solida. La società prevede per il secondo trimestre un utile rettificato per azione fino a 6 dollari, ben superiore alla stima mediana degli analisti di 4,80 dollari. Inoltre, l’azienda ha aumentato il dividendo trimestrale del 17%, un segnale della fiducia del management nella redditività a medio termine.
Tuttavia, le previsioni positive non sono bastate a dissipare i dubbi del mercato sul ritmo dell’espansione della spesa in conto capitale, e il calo del titolo riflette la persistenza di divergenze tra gli investitori sul ciclo di ritorno degli investimenti in AI.
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