Prezzi di oro e argento in aumento: il prezzo del petrolio scende alla vigilia della decisione della Federal Reserve
Huitong News 17 settembre—— Mercoledì (16 settembre) nella sessione mattutina USA, i prezzi dell’oro spot e dell’argento spot sono aumentati. Il prezzo del petrolio si è attenuato e la pressione sui rendimenti dei Treasury americani si è leggermente ridotta: i metalli preziosi hanno registrato una ripresa prima della pubblicazione della decisione sui tassi della Federal Reserve. L’oro spot si scambia intorno a 4352,07 dollari l’oncia, in rialzo dell’1,36%; l’argento spot è a 64,555 dollari l’oncia, in crescita dell’1,41% nella giornata.
Mercoledì (16 settembre), durante la sessione mattutina USA, i prezzi di oro spot e argento spot hanno visto un aumento. Il prezzo del petrolio è sceso e la pressione sui rendimenti dei Treasury americani si è leggermente attenuata, generando un rimbalzo per i metalli preziosi prima della decisione dei tassi da parte della Federal Reserve. L’oro spot è stato scambiato vicino a 4352,07 dollari l’oncia, in rialzo dell’1,36%; l’argento spot è quotato a 64,555 dollari l’oncia, con un aumento giornaliero dell’1,41%.
Il focus di mercato attuale è tutto rivolto alla decisione di politica monetaria della Federal Reserve prevista alle 14:00 ora di New York, alla conferenza stampa del presidente Kevin Walsh e alla pubblicazione aggiornata del “dot plot” delle previsioni sui tassi. Le vendite al dettaglio USA in agosto sono cresciute dell’1,2% mensile, superiore alla previsione del mercato dello 0,7%; il gruppo di controllo delle vendite al dettaglio è salito dell’1,4% mese su mese, indicando che i fondamentali dei consumi negli USA rimangono più forti delle attese. Questi dati rafforzano ulteriormente le aspettative per un rialzo dei tassi di 25 punti base della Fed; il mercato ha già in gran parte scontato questa mossa, con probabilità di rialzo stimata intorno al 90%-93%.
Per l’oro, il rischio maggiore risiede nella traiettoria dei tassi dopo questa decisione. Se questo rialzo dei tassi dovesse essere l’ultimo del ciclo attuale, parte della pressione sui rendimenti reali si allenterebbe; ma se la Federal Reserve segnalasse ulteriori futuri rialzi, il rendimento del Treasury decennale potrebbe restare vicino al 5%, limitando il potenziale di rialzo per i metalli preziosi privi di rendimento. Prima dell’annuncio della Federal Reserve, alle 10:00 ora di New York verrà pubblicato l’indice NAHB del mercato immobiliare, ultimo importante dato economico prima della decisione.
La forza recente di oro e argento è dovuta allo stop temporaneo della salita del prezzo del petrolio e dei rendimenti dei Treasury, ma ciò non significa che il rischio di rialzo dei tassi sia sparito. L’oro è rimbalzato dal supporto di 4283 dollari e ora sta puntando alla resistenza di 4354 dollari; l’argento ha superato i 64,40 dollari, testando la resistenza vicino a 65,28 dollari. Gli sviluppi futuri del comparto metalli preziosi dipenderanno in gran parte dalle dichiarazioni di Walsh.
Se la Federal Reserve dovesse caratterizzare il rialzo dei tassi previsto dal mercato come una misura limitata per contrastare l’inflazione legata ai prezzi del petrolio, il recupero di oro e argento potrebbe continuare; se il dot plot sui tassi dovesse invece suggerire che il ciclo restrittivo verrà ulteriormente ampliato, il dollaro e i rendimenti dei Treasury potrebbero tornare a dominare il mercato.
Lo Stretto di Hormuz resta il principale fattore geopolitico a influenzare il prezzo del petrolio, le aspettative d’inflazione e gli acquisti di beni rifugio. Dopo la pubblicazione del dato sull’aumento delle scorte USA di petrolio grezzo (+7,1 milioni di barili), questa settimana per la prima volta il prezzo del petrolio è sceso, ma il rischio complessivo legato all’offerta non è stato eliminato. L’oleodotto strategico est-ovest dell’Arabia Saudita è ancora fermo; i ribelli Houthi sostenuti dall’Iran continuano ad attaccare infrastrutture e navi, mentre l’Iran mantiene pressioni sulle navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Il Brent si scambia vicino a 105,20 dollari al barile e il West Texas Intermediate (WTI) intorno a 102,02 dollari al barile, livelli ancora ben al di sopra di quelli precedenti al conflitto.
Il contesto attuale per l’oro rimane contraddittorio: il calo del petrolio riduce a breve le pressioni inflazionistiche, ma i persistenti rischi nello shipping del Golfo alimentano la domanda di copertura sull’oro.
Mercati principali esterni: il prezzo del greggio WTI al NYMEX in discesa a circa 103,70 dollari/barile; Brent intorno a 107,60 dollari/barile. Il rendimento del Treasury decennale USA resta vicino al 5%. L’indice del dollaro mostra una performance divergente, ma generalmente forte.
Per i tori dell’oro spot, il prossimo obiettivo al rialzo è superare e mantenere il livello di resistenza a 4354,00 dollari; se venisse superato con decisione il target successivo sarebbe 4403,00 dollari, e a seguire 4433,00 dollari.
Per gli orsi, il target al ribasso di breve è la rottura del supporto a 4316,00 dollari; se questo livello venisse infranto, i successivi target short sono 4283,00 e 4256,00 dollari nell’ordine.
Prima resistenza a 4354,00 dollari, successiva a 4403,00 dollari; primo supporto a 4316,00 dollari, secondo supporto a 4283,00 dollari.
Per i tori dell’argento spot, il prossimo obiettivo è superare stabilmente i 65,28 dollari; una volta rotto questo livello, i target sono 65,98 e poi 66,74 dollari.
Il target degli orsi al ribasso è la rottura dei 64,40 dollari; dopo questa soglia, il prossimo obiettivo è 63,45 dollari, seguito da 62,57 dollari.
Prima resistenza a 65,28 dollari, poi a 65,98 dollari; primo supporto a 64,40 dollari, poi a 63,45 dollari.
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